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STORIA

Enrico VII, che salì al trono inglese quando finì la Guerra della due Rose, fu il primo re della dinastia Tudor. Durante il suo regno, trasformò l'Inghilterra in uno stato forte e moderno, confiscando i terreni della chiesa e quelli dei nobili che erano morti nella recente guerra. La politica estera di Enrico era rivolta a rendere la posizione commerciale della nazione più forte, tramite una serie di matrimoni e trattati commerciali. Enrico VII morì nel 1509.

Enrico VIII nacque nel palazzo di Greenwich a Londra il 28 giugno 1491, secondo figlio di Enrico VII ed Elisabetta di York.
Sposò la vedova del fratello, Caterina d'Aragona e si alleò così con il re di Spagna, Ferdinando.
Mentre il fratello aveva evitato le guerre per non sperperare denaro, Enrico era desideroso di combattere.
Nel 1513 condusse una vittoriosa campagna contro la Francia.
Malgrado la sua prima vittoria, i suoi tentativi diplomatici e le successive campagne militari non ebbero il successo sperato.
Per Enrico il più grosso fallimento del suo regno era l'incapacità di generare un erede maschio.
Di questo egli incolpava la consorte Caterina d'Aragona, la cui unica figlia era la principessa Maria.
Enrico ebbe numerose relazioni con dame della corte fino a quando non si innamorò di Anna Bolena, una delle più belle dame del tempo, donna dalla volontà di ferro, intuito politico, e di religione protestante.
Dal 1527 Enrico cercava una via d'uscita all'unione con Caterina, argomentando a suo favore che il matrimonio con la vedova del fratello non era valido.
Il Papa si rifiutò di concedere il divorzio e quindi Enrico si fece nominare "Supremo capo della chiesa". Questo portò il Papa a scomunicarlo e con lui tutta l'Inghilterra.
Anna Bolena fu giustiziata, dopo aver partorito un figlio morto.
Enrico sposò Anne of Cleves, ma presto divorziò per sposare Catherine Howard.
Alla morte di Enrico, salì al trono Maria I, la figlia di Caterina d'Aragona, che era cattolica. Iniziò dunque un periodo di persecuzione dei protestanti, che terminò con la morte di Maria nel 1558.
Salì dunque al trono Elisabetta I, la figlia di Anna Bolena.

Elisabetta I salì al trono all'età di 25 anni. Si trovò a dover governare un regno diviso dall'intolleranza religiosa. La sopravvivenza dei protestanti nel regno era legata alla permanenza della regina sul trono, soprattutto da quando la sua erede era Maria di Scozia che era cattolica.
Maria aveva sposato lord Darnley, che venne assassinato e poco dopo Maria sposò l'assassino del marito. Questa condotta immorale la costrinse a chiedere asilo a Elisabetta. Non rinunciò comunque a tramare contro la sua vita e venne giustiziata nel 1587.
Il principale avversario politico dell'Inghilterra era la Spagna, ma Elisabetta non poteva attaccarla direttamente. Fece allora in modo che il re di Spagna non potesse far altro che condurre un attacco frontale e la flotta venne debellata.

Alla morte di Elisabetta, salì al trono Giacomo I, figlio di Maria di Scozia. Fu il primo re della dinastia Stuart. Anziché basare la sua politica e le leggi sull'amore per il popolo, fondò il suo regno sul diritto divino del re. La più grande ambizione di Giacomo fu di essere un pacificatore, soprattutto perché la guerra era troppo costosa. La potenza inglese diminuì a causa della sbaglia politica estera condotta da Giacomo. S'incrementarono i possedimenti inglesi oltremare. I pellegrini, imbarcati sul Mayflowers, sbarcarono in America e fondarono la colonia di New Plymouth.

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AUTORI

Thomas Wyatt

Thomas Wyatt fu il poeta e diplomatico inglese a cui si deve l'introduzione del sonetto in Inghilterra. Strinse un'amicizia con Anna Bolena che gli costò a più riprese il carcere. Tradusse alcuni sonetti di Petrarca e ne compose di propri.che vertevano sulla natura dell'amore.

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Christopher Marlowe

Christopher Marlowe fu il massimo drammaturgo dopo Shakespeare. A differenza di molti suoi contemporanei, preferì la tragedia alla commedia. Figlio di un calzolaio, dopo gli studi a Cambridge si trasferì a Londra. Di temperamento irrequieto, condusse una vita dissoluta e morì, accoltellato in una taverna.

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Thomas Kid

Thomas Kid fu uno dei primi esponenti del teatro elisabettiano. È considerato il maggiore autore, se non l'inventore delle cosiddette tragedie della vendetta. Si pensa che Shakespeare abbia tratto da una sua tragedia, Amleto.

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John Donne

John Donne fu un poeta e predicatore inglese, considerato il più rappresentativo dei poeti metafisici uno dei più grandi poeti d'amore.

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William Shakespeare

William Shakespeare nacque a Stratford - upon - Avon nell'aprile 1564. A vent'anni si recò a Londra, dove entrò a far parte di una compagnia di attori. Si distinse presto come scrittore più che come attore. Nel 1599 costruì a Londra il Globe, dove fu messa in scena la maggior parte delle sue opere.
Lo stile dei sonetti è caratterizzato da un linguaggio ricco e vivido, da una moltitudine di riferimenti culturali, dall'adattamento degli accenti al ritmo dell'emozione e dall'uso della rima.

Quando Shakespeare, iniziò a scrivere nel 1509, lo standard delle commedie era stato definito da Marlowe, Greene, Kid e la prosa era poco usata. Lo stile usato da Shakespeare era caratterizzato da rime comuni, spesso usate in coppie. Occasionalmente inseriva dei sonetti nei dialoghi.
Un esempio di questo stile è Romeo e Giulietta.
Nel 1601, quando scrisse Amleto, la tecnica di Shakespeare si era evoluta. La potenza dell'espressione può essere vista al massimo livello in alcuni dei soliloqui di Amleto. Il soliloquio che oggi appare artificioso e superato, era un espediente comune nei teatri elisabettiani.
Dopo qualche anno, scrisse Macbeth e King Lear. Queste commedie segnarono in qualche modo una nuova partenza.

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LA MUSICA
C'erano canzoni folk da una parte e dall'altro lato c'erano le polifonie ecclesiastiche per cori: il madrigali. Le canzoni ecclesiastiche erano complicate e profonde, così come le canzoni folk erano dirette e semplici.

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LA CULTURA IN BREVE
Il concetto di microcosmo e macrocosmo sottolinea una corrispondenza tra l'individuo e l'universo. L'uomo rappresenta un universo in miniatura. Nel Rinascimento questa corrispondenza era al centro del lavoro di Pico della Mirandola.
C'era la credenza che l'universo e l'uomo stesso fosse composto dai quattro elementi: aria, acqua, fuoco e terra).
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GIOCHI
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