Che cos'è la clonazione?

 

La parola "clone" deriva dal greco "klon", che significa germoglio o ramoscello.

  • In biologia gli esseri clonati possiedono un identico patrimonio genetico. La clonazione, dunque, si può definire come possibilità di duplicare il patrimonio genetico di qualsiasi essere vitale.

    In natura i gemelli identici o monovulari hanno il medesimo patrimonio genetico: essi infatti derivano dalla scissione per mitosi di un unico stesso embrione.

    Dalla seconda metà del Novecento in poi il progredire delle varie tecniche di ingegneria genetica ha consentito agli sperimentatori di compiere i cosiddetti "passi da gigante" in questo campo, da molti ancora relegato nella fantascienza. Già ora, per esempio, si possono duplicare virus, batteri, organismi e anche interi animali o piante.

    E' utile sapere, infatti, che buona parte della verdura che consumiamo è clonata: una volta ottenuta una piantina che soddisfi i requisiti del coltivatore per forma, colore o gusto, egli può duplicarla tante volte quanto desidera, e successivamente mettere in commercio i prodotti così ottenuti.

     

    Clonazione e riproduzione

    Per la biologia i genitori sono considerati tali solo perché contribuiscono al patrimonio genetico del nascituro. L'embrione che si viene a formare dall'unione degli spermatozoi con le uova possiede un patrimonio genetico composto per metà con geni del padre e metà con i geni della madre.

    Nella clonazione, invece, non è richiesto alcun procedimento sessuale né la presenza di genitori: l'ovulo è stato privato del nucleo e non si richiede alcuno sperma per la formazione dell'embrione clonato. Per questo motivo spesso la parola "clonazione" è indicata come sinonimo di "riproduzione asessuata", che tra l'altro è tipica di numerosi batteri e forme di vita unicellulari. In questo modo si intende sottolineare la contrapposizione nei confronti della "riproduzione sessuata", tipica degli esseri più progrediti da punto di vista evolutivo.

    Vedi anche: la riproduzione nei mammiferi

     

    Il concetto di totipotenzialità

    Prima di proseguire nella descrizione delle tecniche di clonazione, è opportuna una breve spiegazione introduttiva. Si sa infatti che, successivamente alla fecondazione, cioè all'incontro di spermatozoi con cellule uovo, viene originato un embrione o zigote. Questa è la prima cellula del nuovo individuo, che presenta una proprietà indispensabile per il corretto sviluppo del corpo: la totipotenzialità. Tale facoltà permette a una singola cellula di differenziarsi in qualsiasi organo: si capisce quindi che importanza possa avere per futuri sviluppi in ambito medico, come sostituto completo o parziale della donazione di organi (vedi anche: terapie a base di cellule staminali).

    Lo zigote appena formato incomincia subito a moltiplicarsi in due cellule, poi quattro, otto, sedici, trentadue, ecc. Queste cellule, chiamate blastomeri, sono tutte geneticamente identiche, e quindi hanno le medesime caratteristiche dello zigote: in una parola, sono suoi cloni. Se uno di questi blastomeri per qualche ragione si stacca dagli altri, siccome anch'esso è dotato di totipotenzialità darà origine a un embrione che sarà identico a quello da cui si è staccato. Questo tra l'altro è quello che avviene in natura con i gemelli identici (monozigoti).

     

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