| A volte l'esplosione è tale
da generare una supernova, un'esplosione luminosissima, visibile anche in
pieno giorno per alcune settimane. Queste esplosioni possono proiettare
nello spazio quantità di materia tali da generare le stelle a neutroni,
dal diametro piccolissimo ma con una gravità anche 100 miliardi volte
superiore a quella terrestre. E' per esempio il caso delle stelle pulsar
che ruotano su se stesse sino a 30 volte al secondo. Altre volte il collasso di una stella è tale che la materia si concentra e comprime in uno spazio ridottissimo, generando un'attrazione gravitazionale così forte da inghiottire ogni cosa, compresa la luce. E' nato in questo modo un buco nero, un fenomeno unidirezionale che permette alla materia e alla luce di entrare ma da cui non è possibile uscire. |
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EVOLUZIONE STELLARE La nascita delle prime stelle è sicuramente riconducibile a quella dell'intero universo, configurabile nella teoria, attualmente piu' accreditata, del Big-Bang.Infatti come abbiamo detto per il sistema solare, ed in particolar modo per il Sole, le stelle probabilmente si sono formate e continuano a formarsi a partire da nubi di materiale interstellare, ricche di polveri e gas, che vagano per lo spazio galattico.Spesso si addensano in fitte nubi, come quelle che occupano il piano equatoriale della galassia e che comunemente vengono chiamate nubi oscure. Così al loro interno la materia inizierà a raggrupparsi, per effetto delle reciproche interazioni gravitazionali fra le particelle, in globuli detti comunemente globuli di Bok che costituiscono dei veri e propri embrioni stellari.Ognuno di essi a sua volta accumulerà sempre piu' materia in modo tale da far crescere anche le forze gravitazionali che di conseguenza contrarranno sempre piu' gli strati interni della protostella facendone aumentare la temperatura e la densità.Quando la temperatura avrà raggiunto i milioni di gradi si innescheranno allora le reazioni termonucleari, che provocando una pressione interna capace di controbilanciare la contrazione, creeranno uno stato di equilibrio con l'avvio del processo di nucleosintesi, nel quale gli atomi di idrogeno si fondono in atomi di elio con conseguente produzione di enormi quantità di energia. |
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| Tutto questo avviene nell'arco
di milioni di anni, in maniera piu' o meno veloce a seconda della massa
iniziale della nube, sino ad arrivare ad un punto, definito sequenza principale,
che rappresenta la fase centrale e di maggior attività di ogni stella.
La neostella permarrà in questa fase per un tempo dipendente dalla
propria massa. Infatti tanto piu' sarà la massa stellare e tanto
piu' la stella brillerà di splendore, bruciando quindi piu' velocemente
le proprie risorse energetiche. Di conseguenza le stelle piu' massiccie
avranno una vita inferiore rispetto a quelle di dimensioni minori. Inizia
inoltre un meccanismo di autoregolazione dell'attività stellare che
permette alla stella di dosare le proprie risorse energetiche. In pratica
ad ogni abbassamento di temperatura, corrisponderà una contrazione
del corpo stellare che la farà risalire ai valori normali. Viceversa
ad ogni aumento di essa corrisponderà una dilatazione della stella
che la farà ridiscendere. Successivamente quando inizierà
ad esaurirsi il combustibile nucleare, ossia quando tutto l'idrogeno si
sarà tramutato in elio, il nucleo centrale della stella non riuscirà
piu' a produrrre quella quantità di energia necessaria a contrastare
le forze gravitazionali che torneranno così a contrarre l'astro.
I conseguenti aumenti di temperatura, riscaldando gli strati adiacenti al nucleo, causeranno l'espansione degli strati gassosi esterni, che liberi ormai dai vincoli gravitazionali, si estenderanno per centinaia di milioni di km (gigante rossa). Per le fasi successive gli studiosi pensano che il nucleo stellare, continui a contrarsi, dando fondo a tutte le risorse energetiche. Gli ultimi elementi fonderanno allora in altri sempre piu' pesanti (idrogeno, elio, carbonio, ecc...), sino a raggiungere uno stato di squilibrio dove, a seconda delle dimensioni della stella, essa evolve in differenti maniere.Facendo dunque riferimento ad una massa pari a quella del Sole abbiamo che le stelle concludono la loro vita in: nana bianca, che è lo stadio finale
di una stella con massa fino ad 1,4 masse solari. In essa praticamente
si raggiunge un equilibrio fra la forza gravitazionale e la pressione
interna senza tuttavia irradiazione di energia dal nucleo. Così
la stella si raffredderà in maniera molto lenta avendo perso la
materia stellare, per effetto delle grandi forze gravitazionali, ogni
proprietà e diventando perciò materia degenere. stella di neutroni, se la massa è compresa fra 1,4 masse solari fino ad un valore di 2-3 volte quella del Sole. In questo caso la stella, passando per una fase di novae o di supernovae, espande gli strati esterni espellendo piu' o meno violentemente la materia, che creerà un involucro gassoso in rapida espansione. Il nucleo stellare invece diminuendo le proprie dimensioni, aumenterà allo stesso tempo la densità, così da risultare alla fine una sfera estremamente compressa e densa, che per effetto delle grandi forze risultanti inizierà a girare vorticosamente attorno al proprio asse. La composizione della materia subirà inoltre cambiamenti radicali mutando tutti i propri elettroni e protoni in neutroni. buco nero,
quando la massa, che ammonta ad oltre 3 volte quella del Sole, inizia
a contrarsi, per effetto delle grandi forze gravitazionali, in maniera
molto piu' massiccia che non nelle stelle di dimensioni minori. La densità
allora aumenterà all'infinito e la stella inizierà una fase
di contrazione che nemmeno la degenerazione della materia riuscirà
ad arrestare. Di pari passo aumenteranno le sue capacità attrattive
sino ad impedire persino alla luce di sfuggire. |
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