I progressi nello studio del Sole furono conseguiti grazie alle sistematiche osservazioni di numerosi scienziati e allo sviluppo di nuovi e più accurati strumenti, quali lo spettroeliografo, che permette lo studio del Sole a una sola lunghezza d'onda dello spettro di emissione; il coronografo, che consente lo studio della corona solare anche in assenza di eclissi; e il magnetografo, inventato nel 1948 dall'astronomo statunitense Horace Babcock, che misura l'intensità del campo magnetico sulla superficie solare. In seguito, lo sviluppo dei razzi e dei satelliti consentì agli scienziati di osservare anche le radiazioni che vengono assorbite dall'atmosfera terrestre. Coronografi, telescopi e spettrografi sensibili alla radiazione ultravioletta e ai raggi X si rivelarono di fondamentale importanza per l'esplorazione dello spazio. |
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| Composizione e struttura | |
| L'energia emessa dal Sole viene irradiata in modo approssimativamente costante in ogni direzione dello spazio; la fonte di questa energia è nell'interno del Sole, che, come la maggior parte delle stelle, è composto prevalentemente da idrogeno (il 71%) ed elio (27%) allo stato di plasma, con tracce di elementi più pesanti. All'interno del Sole si è individuato un nucleo centrale, con un raggio di circa 150.000 km, in cui la temperatura raggiunge i 16.000.000 K e la densità è 150 volte quella dell'acqua. In queste condizioni, le collisioni tra i nuclei degli atomi di idrogeno innescano violente reazioni di fusione nucleare (vedi Energia nucleare). Il risultato di questo processo è che quattro nuclei di idrogeno si combinano per formare un nucleo di elio (catena protone-protone), mentre viene liberata energia sotto forma di raggi gamma. Ogni secondo avvengono moltissime reazioni, che generano un'energia equivalente a quella rilasciata nell'esplosione di una bomba atomica di 100 miliardi di megaton. | |
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Entro una zona che ha spessore di circa 500.000 km, l'energia prodotta
all'interno del Sole si trasmette verso l'esterno per irraggiamento. Nei
pressi della fotosfera, tuttavia, si trova una zona convettiva che occupa
circa l'ultimo terzo del raggio solare, dove l'energia si trasmette per
mezzo di moti turbolenti del gas. La fotosfera è la superficie
superiore della zona convettiva. Macchie solari
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| In una coppia di macchie che si forma nell'emisfero settentrionale del
Sole, la macchia che precede (nella direzione della rotazione) ha polarità
opposta rispetto a quella che si forma nell'emisfero meridionale. Quando
inizia un nuovo ciclo, la direzione del campo magnetico delle macchie di
ciascun emisfero si inverte. Così un ciclo solare completo, che includa
anche l'inversione di polarità del campo magnetico, dura circa 22
anni. Inoltre le macchie tendono a formarsi sempre simmetricamente nei due
emisferi alla stessa latitudine, partendo da 45° fino a circa 5°
nel corso del ciclo. Poiché ogni macchia esiste al massimo per qualche mese, il ciclo di 22 anni riflette processi solari profondi e di lunga durata e non solo proprietà delle singole macchie. Benché non sia del tutto compreso, esso sembra il risultato delle interazioni del campo magnetico del Sole con la zona convettiva. Queste interazioni, tuttavia, sono influenzate dalla rotazione del Sole, che non è uguale a tutte le latitudini: il Sole ruota una volta ogni 27 giorni all'equatore e ogni 31 giorni vicino ai poli. |
| Campo magnetico |
| Gran parte del campo magnetico solare è localizzato intorno alle
macchie. La sua intensità influenza fortemente gli strati più
esterni del Sole. Ad esempio, la turbolenza su larga scala della zona convettiva
spinge il campo magnetico sulla fotosfera e appena sopra di essa fino ai
bordi delle celle di supergranulazione. La radiazione che proviene dallo
strato appena sopra la fotosfera, detto cromosfera, mostra varie figure
caratteristiche. Entro i confini dei supergranuli si innalzano getti di
materia (spicole) verso la cromosfera fino a un'altitudine di 4000 km in
soli 10 minuti. Le cosiddette spicole sono causate dall'interazione tra
la turbolenza e il campo magnetico ai bordi delle celle dei supergranuli. Vicino alle macchie, tuttavia, la radiazione cromosferica è più uniforme. Queste zone sono dette regioni attive, mentre le aree circostanti, che hanno un'emissione cromosferica meno intensa, sono dette plages (dal francese, "spiagge"). Le regioni attive sono i luoghi nei quali avvengono le protuberanze solari, esplosioni causate da aumenti molto rapidi dell'energia immagazzinata nel campo magnetico. Tra i fenomeni che accompagnano le protuberanze vi sono riaggiustamenti del campo magnetico, intense emissioni di raggi X e onde radio, ed emissione di particelle molto energetiche che a volte raggiungono la Terra, disturbando le comunicazioni radio e provocando le aurore polari. |
| La corona |
L'atmosfera
esterna del Sole, che si estende per molti raggi solari a partire dal disco,
è detta corona. Tutte le caratteristiche morfologiche della corona
sono dovute alla presenza del campo magnetico solare. La maggior parte della
corona consiste di grandi archi di gas caldo, che sono più piccoli
all'interno delle regioni attive e più grandi tra una regione attiva
e l'altra. Le forme ad arco e a cerchio sono causate dal campo magnetico.Negli anni Quaranta si scoprì che la corona è molto più calda della fotosfera. Quest'ultima, che è la superficie visibile del Sole, ha una temperatura di circa 6000 K; la cromosfera, che si estende per molte decine di migliaia di chilometri sopra la fotosfera, ha una temperatura prossima ai 30.000 K. Infine la corona, che si trova al di sopra della cromosfera fino al confine con lo spazio interplanetario, ha temperatura di oltre 1.000.000 K. Perché si mantengano queste condizioni termiche, ci deve essere un flusso diretto di energia verso di essa. Attualmente uno dei problemi maggiori dell'astrofisica solare è spiegare il meccanismo per mezzo del quale tale calore raggiunge la corona. |
| Vento solare |
| A una distanza dalla superficie del Sole pari a uno o due raggi solari, il campo magnetico è abbastanza intenso da intrappolare in grandi anelli il materiale coronale caldo. Lontano dal Sole il campo è più debole e il gas può letteralmente "spingere" il campo magnetico nello spazio. Quando ciò accade, il materiale fluisce lungo le linee del campo fino a grande distanza. Il flusso costante di materiale espulso dalla corona è detto vento solare e tende a provenire da regioni dette buchi coronali, nelle quali il gas, essendo più freddo e meno denso che nel resto della corona, emette minori quantità di radiazione. Il vento solare che proviene da grandi buchi coronali (che possono sopravvivere per parecchi mesi) è particolarmente intenso. A causa della rotazione del Sole, queste regioni di intenso vento solare sono visibili dalla Terra con periodi di 27 giorni. Il vento solare, inoltre, produce interferenze rilevabili nel campo magnetico terrestre. |
| Evoluzione del sole |
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Il passato e il futuro del Sole si possono dedurre dai modelli teorici
dell'evoluzione stellare. Durante i suoi primi 50 milioni di anni, il
Sole si contrasse fino a raggiungere pressappoco le dimensioni attuali.
L'energia gravitazionale prodotta dal collasso del gas ne riscaldò
l'interno e, quando il nucleo fu sufficientemente caldo, la contrazione
si arrestò, mentre nel centro iniziarono le reazioni nucleari di
fusione di idrogeno in elio. Il Sole si trova in questa fase della sua
vita da circa 4,5 miliardi di anni e queste reazioni continueranno per
altrettanto tempo. |