Un windsurf è composto da una tavola, la cui lunghezza può variare da 2,50 a 3,80 m, fatta un tempo di legno e oggi di materiali come la fibra di vetro e il kevlar (una fibra di carbonio); la vela, che può essere più o meno grande e leggera, con o senza stecche; l'albero, fissato alla tavola con uno snodo di vetroresina, alluminio o carbonio; il boma di forma ellittica che, fissato all'albero e alla vela, permette la conduzione e la manovra; la deriva, presente nelle tavole più lunghe, che rende più stabili le tavole. Nei lunghi tragitti è previsto che il surfista, opportunamente imbragato, si leghi con un trapezio al boma. Con il windsurf si possono tenere le stesse andature proprie della vela e cioè si può andare al traverso, quando il vento è perpendicolare alla direzione di avanzamento della tavola; di poppa, quando si ha il vento alle spalle; di bolina, se dal traverso si avvicina la prua della tavola al punto da cui proviene il vento, e al lasco, se dal traverso si allontana la prua della tavola dalla direzione del vento.
La prima tavola per windsurf venne creata negli anni Sessanta; per assistere al fiorire della tavola a vela, tuttavia, si dovette aspettare il decennio successivo. Sport popolarissimo in tutto il mondo, il windsurf entrò a far parte delle discipline olimpiche maschili nel 1984, con l'edizione di Los Angeles; le donne iniziarono a gareggiare nel 1992, ai Giochi di Barcellona. A livello mondiale, il windsurf è gestito dalla ISAF, (International Sailing Federation), mentre in Italia è rappresentato dalla FIV (Federazione Italiana Vela). La nostra atleta più conosciuta è Alessandra Sensini, campionessa del mondo nel 1994 e medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Atlanta e vincitrice del massimo riconoscimento alle ultime olimpiadi.
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