Ogni persona
vorrebbe godere di una buona salute, oggi tutti
dal singolo alla collettività impiegano le proprie energie per rendere la vita più
lunga, energica e attiva.
Dietro questi orientamenti salutistici c'è una nuova idea sulla salute che, in contrapposizione con la tradizionale concezione di "assenza di malattia", presuppone una visione bioetica, cioè connessione tra morale e salute.
La salute è intesa come efficienza fisica e assenza di disfunzioni inorganiche, con un'evidente limitazione alla dimensione corporea, una concezione più ampia sulla saluta è contenuta nel protocollo dell'OMS sottoscritto a New York il 12 luglio 1946: "Stato di completo benessere fisico, psichico e sociale, e non solo assenza di malattie o infermità". Questa idea ha messo in luce i suoi limiti per lasciare il posto a un concetto non statico, bensì dinamico di salute.
La salute è quindi intesa come una prospettiva personalistica direttamente connessa al concetto di "persona sana", quindi la salute non è un colpo di fortuna ma una continua conquista. Un ruolo nuovo legato alla salute è rappresentato dallo sport che consiste in un'insieme di gioco, competizione e possibilità di stabilire rapporti interpersonali positivi, che si evidenziano spesso nelle periferie delle grosse città.
Le attività che lo sport propone sono strumenti utili per la prevenzione del disagio e come nuova lotta contro l'emarginazione sociale.