L'ASSEDIO

el castello che ci ospita si sta preparando un viaggio. Il signore andrà a visitare delle terre appartenti al suo feudo ma molto lontane, che non visita da anni. Stiamo assistendo ai preparativi: molto lunghi e impegnativi.
Durante queste situazioni, nel castello vigono regole precise che assegnano ad ognuno particolari compiti da portare a termine. Il signore deve essere vestito e armato dai suoi servitori personali, così come la scorta, che lo accompagnerà per proteggere la sua vita. Saranno necessari servitori anche per aiutare questi ad indossare l'armatura, estremamente pesante e ingombrante. La spedizione si muoverà a cavallo, per impiegare meno tempo, e anche per i cavalli è necessaria una lunga preparazione. Intanto nelle cucine si preparano i cibi e le scorte alimentari per il viaggio. Quando tutto è pronto il signore da istruzioni al governatore, spiegando come dovrà gestire il castello in sua assenza.

IL NEMICO SI AVVICINA

ono passati solo tre giorni da quando il signore se né andato e i guai non tardano ad arrivare. Il nostro acerrimo nemico sta venendo in questa direzione con un possente esercito. Uno squillo di tromba riecheggia nell'aria improvvisamente il castello dal profondo silenzio della notte si anima: sapevamo cosa voleva dire, si entra in guerra!!

PREPARATIVI PER LA BATTAGLIA

er fortuna le truppe nemiche impiegano alcuni giorni per arrivare al castello, quindi si ha tempo per organizzare una difesa. Le persone che abitano fuori dal castello si riversano in massa tra le sicure mura del castello portando cibo, animali e coperte. Tutti questi oggetti serviranno per nutrire e aiutare le persone nel castello durante i lunghi mesi d'assedio.
Tra le persone che arrivano al castello ci sono anche dei mercenari. Sono molte le cose da fare, e tra le più importanti c'è quella di portare nel castello munizioni di ogni tipo come sassi e frecce, ma anche le spade non devono mancare. Altre "munizioni" usate frequentemente durante una battaglia sono pece, sabbia, tizzoni ardenti, che si buttano dalle mura sui soldati assalitori. Questi preparativi sono molto importanti perché una volta arrivato il nemico nessuno potrà più uscire dal castello, senza rischiare la sua vita.
Mentre il castello è in fermento alcune persone sono incaricate di andare nei campi a bruciare tutto ciò che non riescono a portare con loro così che il nemico non se ne possa cibare. Intanto il castello si rafforza: vengono costruite delle postazioni dove protezioni in legno servono a preservare le nostre truppe dall'attacco nemico. Da lì è comunque possibile sparare attraverso strette fessure dette feritoie. Contemporaneamente altri sono impegnati a togliere ogni roccia o cespuglio dalle zone vicino al castello, in modo che le truppe nemiche non si possano nascondere.

INIZIA L'ATTACCO

l governatore ha discusso con il nemico e ha deciso che la battaglia inizierà domattina all'alba. Comunque le nostre guardie resteranno allerta tutta la notte per evitare un attacco a sorpresa. Ne approfittiamo per appostarci su una torre.
L'arsenale bellico del nemico è possente: la battaglia sarà sicuramente ad armi pari. Sono stati di parola arrivano in massa verso i primi bagliori dell'alba. C'è un gran via vai di soldati che lavorano vicino o intorno alle mura del nostro castello.
Gli arcieri usano dei grossi pezzi di legno per proteggersi dalle frecce nemiche, queste vengono posizionate in punti strategici del territorio intorno al castello. Altri con dei rami, o qualsiasi oggetto di volume riempiono il fossato se è vuoto, e non pieno d'acqua, per poterci passare sopra con speciali macchine. Tra queste è la torre d'assedio, alta quanto le mura di un castello che, avvicinata ad esse, serve per farle attraversare dai soldati assalitori che vanno ad attaccare i difensori sulle merlature.
Intanto una miriade di frecce piovono sul castello, mentre più dietro rispetto agli arcieri ci sono i trabocchi come le catapulte le fionde o le baliste, armi molto possenti e potenti che lanciando grossi sassi cercano di sfondare il muro nei suoi punti più deboli.
Alcuni mangani lanciano all'interno del castello delle teste mozze o animali putrefatti che aiutano il diffondersi delle malattie. Dei tonfi sordi si incominciano a sentire nell'aria... è l'ariete stanno cercando di sfondare l'entrata!!! Durante lo sfondamento i soldati nemici si riparano sotto una tenda fatta di pelli di animali bagnate per proteggerli dalle frecce infuocate. Anche i castelli hanno potenti armi: le catapulte, utilizzate per colpire gli arcieri appostati vicino alle mura. Quando, poi, l'attacco si porta al culmine, vengono bruciate e fatte cadere dalle mura per fermare scale e torri d'assedio. I tentativi di mandare a fuoco il castello sono, invece, resi vani da pelli bagnate che coprono tutto ciò che è infiammabile ed evitano la combustione.
Per neutralizzare l'attacco dell'ariete si cala un materasso pieno di piume che attutisce i colpi sul portale, mentre chiunque si avvicina alle porte senza un'adeguata protezione viene ricoperto di sassi, pece o sabbia bollente, tirati dalle mura.
La battaglia continua e nessuna delle due fazioni sembra vacillare a tal punto da essere sconfitta, ma se si continua così gli uomini finiranno prima del previsto, le perdite sono impressionanti. Un altro punto nevralgico del castello durante un attacco è l'infermeria. Decine di soldati arrivano continuamente con simili ferite: tagli provocati da spade o da affilate punte di frecce. Non tutti si salvano. Talvolta non per la ferita stessa ma per le complicazioni che sorgono dopo la medicazione. Infatti è difficile mantenere l'igiene in quei momenti e le infezioni sono la maggior causa di morte. Di solito le ferite si cauterizzano con un ferro rovente, ma, il dolore causato, può provocare addirittura la morte al debole paziente.
Durante un attacco, altro punto importante da difendere è l'entrata principale del castello. Per evitare di lasciare un punto debole a disposizione del nemico, il castello ha diversi sistemi di difesa per questa area. Il nemico deve attraversare dapprima un classico portone a due ante molto robusto, seguito da un saracinesca incassata nelle pareti e nel pavimento. Quindi ci si trova in un corridoio molto largo concluso da un portone. Sul soffitto attraverso dei larghi fori i soldati gettano sassi, pece e sabbia bollente. A questo punto un'altra saracinesca aspetta gli assalitori, seguita da un altro portone in legno massiccio. La notte sta calando, il nemico si ritira, e finalmente arriva anche il nostro momento di riposare.

LE LUNGHE SETTIMANE D'ASSEDIO

li assedi durano mediamente almeno un mese, ma alcuni molto di più (es. Antiochia è stata assediata per quasi un anno). Nelle lunghe settimane passate chiusi tra le mure, occorre razionare adeguatamente il cibo, perché la fine delle scorte alimentari rappresenta la sicura vittoria del nemico. Le scorte sono custodite nel maschio e l'entrata è ben chiusa e protetta da una guardia. Occorre prestare attenzione ai topi, che se raggiungono le provviste potrebbero consumarle o deteriorarle.
Sono passate due settimane ormai dal primo attacco, quello più furioso, e i soldati nemici non attaccano più continuativamente, stanno solo allerta in caso un nostro soldato scappi per fare provviste o per chiedere aiuto. Anche dal castello con la guardia si cerca di prevenire ogni attacco. Intanto passa altro tempo e solo due sono state le incursioni imponenti, che non hanno comunque avuto successo. Intanto un'altra paura si diffonde tra le mura: non si potrà resistere ancora per molto sotto assedio.
Arrivata l'estate è molto più difficile conservare la carne, e anche l'acqua che ristagna si infetta facilmente con batteri nocivi. Questi problemi causano la dissenteria, malattia molto pericolosa che arriva a mietere più vittime del nemico. Comunque nel castello non si uccidono ancora tutti gli animali, che vengono consumati man mano, e spesso il pasto è sostituito da piccole quantità del loro sangue. Negli assedi più lunghi, arrivati all'ottava settimana si ricorre anche alla caccia ai topi, utilizzati come cibo, al cuoio bollito fino a quando diventa masticabile, a mangiare erbe come cardi o le erbe medicinali usate per i feriti. La situazione spesso diventa insopportabile, e su questo punta il nemico.
Improvvisamente, nell'aria di tensione del castello, si diffondono grida di gioia: è appena giunta la notizia che è stato avvistato il signore del nostro castello con il grosso delle truppe. Il nemico sta già smontando gli accampamenti, e, presto, sarà scappato.

TORNA LA PACE

e persone che sono rimaste vive, non più di trenta sono molto provate dalla guerra appena affrontata. Il signore trionfante viene accolto dai loro deboli sorrisi. Durante un assedio la maggior parte dei morti è causata della dissenteria e dalle altre malattie, oltre che dalle infezioni che colpiscono i feriti. Occorre molto tempo perché un castello assediato torni alla normalità: i contadini devono arare i campi, grandi scorte di cibo devono accorrere, i carpentieri devono lavorare alle mura e alle fortificazioni distrutte dal nemico. Ma pian piano la città si ripopola di nuova gente, i mercenari sopravvissuti ricevono il loro compenso e la felicità torna.