La resistenza


La resistenza è stato l’ultimo e più drammatico atto della lotta contro il fascismo e l’antifascismo in Europa durante la Seconda Guerra Mondiale. In Italia l’esperienza della resistenza cominciò dopo che la caduta del fascismo (25 luglio 1943) e l’armistizio (firmato dal governo con le forze alleate l’8 settembre 1943) trasformarono le forze tedesche da alleate in forze di occupazione con la conseguente guerra civile tra le forze partigiane e i fascisti della repubblica di Salò, alleati dei tedeschi. E’ evidente che la letteratura sulla resistenza e quella sull’antifascismo abbiano molte caratteristiche comuni, ma la prima si distingue per alcuni elementi particolari: in primo luogo, come ha scritto Calvino, c’è un forte desiderio corale di raccontare, dopo la fine della dittatura fascista, le esperienze vissute durante la guerra e l’esperienza partigiana, poi c’è un maggiore intensità nell’approfondimento dei valori umani e morali che sono stati alla base della resistenza, e infine l’espressione di una maggiore consapevolezza politica che ha portato molti intellettuali ad aderire al PCI che aveva avuto un ruolo fondamentale nella lotta per la liberazione. Anche la filmografia del neorealismo ha affrontato il problema della resistenza con opere di grande valore artistico, di cui alcune originali, come Roma città aperta e Paisà di Rossellini, e altre tratte da opere letterarie, come L’Agnese va a morire di Montaldo, tratto dall’omonimo romanzo di Renata Viganò, Uomini e no di Orsini, tratto dall’omonimo romanzo di Vittorini.


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