LUIGI ZAMPA
Regista, nato a Roma il 2 gennaio 1905. Ancora studente universitario, scrisse alcune commedie che furono rappresentate negli anni 1930-32, per passare quindi al cinema, diplomandosi in regia al Centro sperimentale di cinematografia. Dopo la collaborazione ad alcune sceneggiature, esordí nella regia con L'attore scomparso (1941), che lo rivelò regista sensibile e preparato. Successivamente diresse alcune opere di scarso rilievo. Nel dopoguerra si affermò in campo internazionale, come uno degli autori piú significativi del neorealismo italiano, con Vivere in pace (1946), che ottenne a New York il premio della critica come miglior film straniero. In realtà il film non usciva dai moduli del bozzettismo e della commedia di costume, e si distanziava profondamente dalle opere di Rossellini e di De Sica di quegli anni. La vena migliore di Zampa, cioè la satira di costume e l'osservazione ironica e divertita della realtà quotidiana, vi era tuttavia già presente: essa si espresse più compiutamente nel successivo L'onorevole Angelina (1947) e soprattutto nella serie dei film che il regista realizzò su sceneggiature dello scrittore Vitaliano Brancati. Tra essi vanno ricordati Anni difficili (1948), Anni facili (1953) e L'arte di arrangiarsi (1954), tutti pervasi di spirito antifascista e a volte graffianti e caustici nella descrizione di certi aspetti della vita sociale e politica italiana, sia sotto il fascismo, sia in regime democristiano. In seguito Zampa alternò ad opere d'impegno civile e di ottima fattura spettacolare, altre di puro divertimento, non trascurando tuttavia di continuare, sia pure in modi e termini differenti, il suo discorso critico e ironico sulla realtà minuta della società italiana, come ne Il magistrato (1959), ne Il vigile (1960), in Anni ruggenti (1962), in Una questione d'onore (1966). Ma l'opera sua piú impegnativa e stilisticamente rigorosa rimane Processo alla Città (1952), in cui la vita napoletana del primo Novecento e i suoi legami con la "camorra" ebbero una rappresentazione di forte rilievo, sia sul piano della descrizione ambientale, sia su quello della caratterizzazione psicologica dei personaggi. Buon narratore, impegnato sul terreno politico e sociale, gustoso illustratore del costume italiano, bonario nella satira ma spesso incisivo e graffiante, Zampa può essere considerato un ottimo artigiano, che ha lasciato una traccia non trascurabile nel cinema italiano del dopoguerra, contribuendo con alcune opere significative alla sua rinascita artistica e culturale. Nel 1948 ha pubblicato il romanzo autobiografico Il successo.
(Dal Dizionario del Cinema Italiano 1945/1969 autore Gianni Rondolino editore Einaudi 1969)

Luigi Zampa muore il 16 agosto 1991.

FILMOGRAFIA

1945 - Un americano in vacanza
1946 - Vivere in pace
1947 - L'onorevole Angelina
1948 - Anni difficili
1949 - Campane a martello
1950 - Cuori senza frontiere
1950 - E' piú facile che un cammello...
1951 - Signori in carrozza!
1952 - Processo alla città
1953 - Anni facili
1953 - Siamo donne
(un episodio)
1954 - Questa è la vita
(episodio La patente)
1954 - La romana
1954 - L'arte di arrangiarsi
1955 - Ragazze d'oggi
1957 - La ragazza del palio
1958 - Ladro lui, ladra lei
1959 - Il magistrato
1960 - Il vigile
1962 - Anni ruggenti
1963 - Frenesia dell'estate
1966 - Una questione di onore
1966 - I nostri mariti
(episodio Il marito di Olga)
1967 - Le dolci signore
1968 - Il medico della mutua
1970 - Contestazione generale
1971 - Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata
1973 - Bisturi, la mafia bianca
1975 - Gente di rispetto
1977 - Il mostro
1979 - Letti selvaggi

PREMI

1946-47: Nastro d'argento per il miglior soggetto (Vivere in pace)
1952-53: Nastro d'argento per il complesso degli elementi che hanno contribuito alla attendibile evocazione di un'epoca e di una società
(Processo alla città)
1953-54:Nastro d'argento per il miglior soggetto e la migliore sceneggiatura
(Anni facili)