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| Regista, nato a Napoli il 15 novembre 1922. Interrotti gli studi di giurisprudenza, si trasferí a Roma nel 1946, entrando nel mondo dello spettacolo, prima come assistente di Ettore Giannini in teatro, poi come aiuto-regista di Luchino Visconti (La terra trema, 1950, Bellissima, 1951, Senso, 1954), di Luciano Emmer (Una domenica d'agosto, 1950, Parigi è sempre Parigi, 1951), di Michelangelo Antonioni (I vinti, 1953), di Ettore Giannini (Carosello napoletano, 1954), di Mario Monicelli (Proibito, 1955). Scrisse il soggetto di Processo alla Città (1952, L. Zampa), portò a termine Camicie rosse (G. Alessandrini) e curò la direzione tecnica di Kean (V. Gassman). Nel 1958 realizza il suo primo film, La sfida, che racconta un episodio di "camorra" napoletana, e ottiene un premio alla Mostra di Venezia. Nel 1959 con I magliari allarga il suo discorso, am-bientando una storia di venditori ambulanti in Germania con chiare indicazioni sociali e politiche. Nel 1962 con Salvatore Giuliano, che è un'ampia inchiesta cinematografica sul bandito Giuliano e sulla Sicilia del dopoguerra, ci dà la sua opera migliore, acuta e profonda, realizzata con stile vigile ed efficace. L'anno dopo ottiene il Leone d'oro alla Mo-stra di Venezia con un film vigoroso e teso, anche se meno profondo e originale del precedente, Le mani sulla città, che denuncia un episodio di speculazione edilizia a Napoli. Dopo un soggiorno in Spagna nel 1964, realizza Il momento della verità (1965), di minor impegno, anche se nelle intenzioni voleva essere un film sulla Spagna odierna osser-vata attraverso la storia privata di un giovane torero; e C'era una volta (1967), una favola realistico-fantastica non priva di momenti sapidi e vivaci. Fin dal suo primo film, Rosi si è sempre mostrato regista di solido mestiere e attento ai problemi piú importanti e vivi della nostra società. Il contatto con registi tra i piú significativi del nostro cinema gli ha permesso di affrontare la prima regia con un'esperienza alle spalle notevolissima, sia sul piano tecnico sia su quello artistico. I suoi film, vigorosi sempre e a volte ricchi di pagine d'arte, dimostrano nel regista un moderno senso dello spettacolo e un profondo impegno ideologico e politico. FILMOGRAFIA 1956 - Kean PREMI 1958 - Mostra di Venezia: premio speciale della giuria ex aequo (La sfida) (Dal Dizionario del Cinema Italiano 1945/1969 autore Gianni Rondolino editore Einaudi 1969) |
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