PAESI TUOI
di Cesare Pavese

Berto, un operaio torinese, conosce nel carcere ove è stato rinchiuso, un goffo uomo di campagna, Talino, un istintivo che è stato accusato di aver incendiato dolosamente una cascina. Appena usciti dal carcere, Talino riesce a convincere Berto, che è esperto meccanico, a seguirlo in campagna, a Monticello, lontano dalle leggi che governano la società umana; lì egli potrà lavorare alla trebbiatrice. Berto lo segue a malincuore, perché sospetta che quel goffo contadino covi dentro di sé qualche suo oscuro piano diabolico e si voglia servire di lui. Ed effettivamente Talino lo ha invitato in campagna per farsene scudo contro una eventuale vendetta di quel tale a cui aveva bruciato il capanno. Giunto in paese, Berto rimane turbato alla scoperta della campagna. L’odore del fieno, la vista di quelle colline a forma di mammelle, la famiglia di Talino, il padre di questi, Vinverra, le sorelle terrose, tutto lo sorprende e lo affascina. Ma soprattutto la sorella di Talino, Gisella, fatta di frutta, la meno manza di tutte e che si aggiustava i capelli di nascosto. Solo Gisella gli appare diversa, di un'altra razza che quella della campagna. Berto comincia a farle la corte per un senso di prorompente sensualità che emana da quegli stessi luoghi e per solidarietà con lei. Ma Talino ha avuto rapporti incestuosi con la sorella, ed ora non resiste alla nuova realtà dell'amore di Gisella per Berto; e nel giorno della trebbiatura, mentre la gente è tutta affaccendata e congestionata dal sole e dalla polvere, mentre Gisella porge da bere al meccanico e respinge il fratello che le fa due occhi da bestia, con un salto, Talino pianta nel collo di Gisella il tridente. Il tonfo della trebbiatrice scandisce come in un orgiastico rito la lenta agonia della povera donna. Gli avvenimenti sono narrati da Berto man mano che accadono e con la tecnica del monologo interiore, che Pavese riprende da Cain, ultimo erede della narrativa americana.
"Paesi tuoi è un romanzo sperimentale nel senso di una verifica di tutto il lavorío stilistico di quegli anni e di un'anticipazione di quei temi mitici che non hanno la forza di raggiungere l'equilibrio tra Realismo e Simbolismo, attuata poi nei romanzi della maturità. Tenendo presente questa duplice linea, Paesi tuoi va ridimensionato rispetto all'interesse che suscitò negli anni in cui apparve o meglio va letto in una direzione che è opposta a quella del Neorealismo in cui il romanzo veniva catalogato con quel tipico e generoso errore di prospettiva proprio degli anni che vedono il trionfo dell'impegno e dell'armonia piena tra letteratura e politica. La sua azione presso gli intellettuali fu assai efficace: apparso negli anni più tremendi del Fascismo, era un libro che indicava una scelta e una coerente proposta di rinnovamento che partiva assai sintomaticamente dal linguaggio, ma quel Neorealismo aspirava a sensi più profondi, ad un certo tipo di descrizione della realtà che non si esauriva nel Naturalismo"
(VENTURI).