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IL CONFORMISTA
di Alberto Moravia

Marcello Clerici, innamorato delle armi fin da ragazzo integrato nella generale vitalità della natura scopre un giorno di essere diverso dai suoi coetanei, anormale per crudeltà e vigore, ai quali si uniscono una eccitazione e un turbamento anche fisici. Marcello, in casa e a scuola, esperimenta questa sua anormalità con una morbosità quasi ossessiva, fino a giungere alla conclusione di ritenersi veramente diverso dagli altri, angosciandosi per il suo avvenire, che prevede contrassegnato da un tragico destino. A suggello di tale apprensione, un fatto sconvolgente lo conferma in questa scoperta: all'uscita dalla scuola, in un viale solitario, Marcello viene avvicinato da un autista omosessuale, di nome Lino, che lo invita a salire sulla sua auto e, promettendogli in regalo una pistola, lo conduce in una villa deserta: eccitato e sconvolto, rivela al ragazzo i suoi turpi desideri: Marcello tenta di liberarsi, di fuggire, ma scopre che la porta è chiusa a chiave. Con la pistola che gli è stata appena regalata spara e uccide l'uomo. Poi si dà alla fuga.
Questo drammatico avvenimento costituirà per Marcello il punto di partenza su cui costruire la sua vita futura, improntata a una convenzionalità rasserenante. Dopo diciassette anni, è divenuto un uomo maturo perfettamente sicuro di sé, calmo, di gusti severi, ordinato, controllato, freddo, quasi privo di immaginazione. Per un fermo proposito di "normalità" si conforma, senza fede, all'idea politica del fascismo, divenendo funzionario del Servizio Segreto per la repressione dell'antifascismo.
L'infanzia torbida (a cui si aggiunge il ricordo di un padre schizoide e di una madre corrotta e frivola) è ormai cancellata: Marcello è entrato nelle vesti del "conformista", dell'"uomo normale".
Sposa una ragazza, Giulia, ch'egli crede di buona famiglia (ma che in effetti prima di divenire sua moglie è stata l'amante di un vecchio amico di famiglia, oltre ad aver avuto rapporti lesbici con una donna) e con lei parte per il viaggio di nozze a Parigi. Ma il viaggio è lo schermo dietro cui si nasconde la missione affidatagli dal Servizio Segreto: rintracciare e uccidere un suo vecchio professore d'Università, pericoloso antifascista, che in terra francese complotta contro il regime.
Accompagnato da un sicario, Marcello porta a compimento il suo delitto, uccidendo il professore e la di lui moglie. Ma scopre che la sua "normalità" non è altro che una chimerica invenzione: a Parigi Marcello prima avrà rapporti con Lina, la moglie del professore, tradendo cosí Giulia e sconfessando il suo "conformismo", poi con uno sconosciuto col quale ripete l'esperienza avuta con l'autista. Infine, alla caduta del regime fascista avvertirà il suo gesto omicida come vuoto e futile, un delitto inutile e inopportuno.
Tutto il castello di purezza, d'innocenza e di perbenismo crolla rovinosamente: e la crisi è ancor piú aggravata dal suo ritorno a Roma con Giulia; a Villa Borghese tenta di avere con la moglie un amplesso "naturale" che lo immerga in uno stato di completo abbandono, ma un fatto nuovo interviene a turbare le sue illusioni di normalità: Lino, l'autista che Marcello credeva d'aver ucciso, gli si para davanti nelle vesti di guardia notturna del parco. Ed ecco l'epilogo in chiave redentrice: Marcello e Giulia, con la figlia Lucilla, nella fuga da Roma verso l'Abruzzo, trovano la morte sotto un mitragliamento.
Il conformista pur appartenendo al filone pessimistico non è altro che una esercitazione politica, in chiave religiosa, con sovrastrutture narrative da romanzo d'appendice.
La solitudine dell'uomo si manifesta, nel romanzo, col desiderio di Marcello, assurdo e appassionato insieme, di uscire da una condizione privilegiata per confondersi alla massa, o di appropriarsi una realtà ritenuta ancora sana e genuina. Marcello, che diventa fascista per conformismo e che per raggiungere una "normalità" apparente non esita a diventare un assassino, è l'incarnazione di una mentalità che nel conformismo politico e intellettuale o ideologico trova la sua ragione di vita.
E tuttavia, oltre l'ideologia politica, l'intrigo romanzesco, l'astrattezza di molte situazioni, la casistica degli innumerevoli comportamenti sessuali, Il conformista contiene pagine abbastanza riuscite, come quella sulla prostituta parigina, o avvenimenti di un certo rilievo narrativo come l'incontro di Marcello con la madre, prima del suo matrimonio, o quella felice immagine della desolazione del "conformista" paragonata all'ombra di un lago soverchiato da una montagna.
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