![]() |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
SENSO |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| CAST
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
TRAMA
A Venezia, alla vigilia della battaglia di Custoza. Una patrizia veneta, la contessa Livia Serpieri, moglie di un austriacante, ma ardente di zelo patriottico, si innamora di un giovane ufficiale austriaco, Franz Mahler. L'amore diventa ben presto passione e non tarda a privarla di ogni dignita'. Franz e' un individuo equivoco e vile; finge di amare Livia, mira in realta' solo al suo denaro perche' ne ha bisogno per pagare un medico e farsi esonerare dal servizio militare. Livia e' cosi' cieca che non si accorge di nulla e quando lui le chiede il denaro lei non esita a dargli quello che i patrioti italiani le avevano affidato per le spese di guerra. Franz, avuto quello che voleva, non si fa piu' vivo con Livia, ma lei si mette sulle sue tracce e lo raggiunge. L'incontro e' terribile. Livia fuori di se', corre al Comando austriaco e rivela con quale inganno Franz era riuscito a farsi esonerare. Il giovane e' fucilato e Livia perde la ragione. PREMI NASTRO D'ARGENTO A GRAZIATI ALDO PER LA MIGLIOR FOTOGRAFIA (POSTUMO) CRITICA Visconti si ispira al romanzo di Camillo Boito per mostrare la crisi di una società quella nobiliare - che agisce a fianco della Storia, senza potervi partecipare. Se il melodramma è a modello di comportamento di Livia e di Franz, Visconti sembra voler evitare ogni coinvolgimenio emotivo nei loro confronti, anche se poi, come sempre, rimane affascinato dal crollo del loro mondo; esemplare, in questo senso, l'uso di Bruckner nella colonna sonora. Celebre la sequenza della battaglia di Custoza, che iconograficamente ricorda i quadri di Lega e Fattori, mentre narrativamente si ispira alla descrizione "in soggettiva" della disfatta di Waterloo nella Certosa di Parma di Stendhal. (P.Mereghetti "Dizionario dei Film 1998") NOTE Visconti non poté intitolare il film Custoza (sconfitta allora ancora infamante) e fu costretto a girare la scena defla morte di Mahler. Il bravissimo direttore della fotografia Aldo Graziati morì in un incidente durante le riprese e fu sostituito da Robert Krasker e Giuseppe Rotunno. Il film accese un accorato dibattito critico innescato da Guido Aristarco sul passaggio del cinema italiano dal neorealismo, inteso come registrazione della realtà, al realismo, inteso come interpretazione critica di essa. |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||