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RACCONTI ROMANI |
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| TRAMA
Il piatto piange, perché il lavoro scarseggia e c'è poca fantasia per inventarselo. Tre ragazzi romani, Otello, Mario e Spartaco vorrebbero tanto acquistare un camioncino per migliorare le proprie disagiate condizioni economiche. Ma l'ingenuo terzetto incappa in un furbo individuo di nome Alvaro che consiglia loro piccoli espedienti. Dal bagarinaggio di biglietti alla truffa ai danni di un avvocato, fino al ricatto delle coppiette clandestine colte in flagrante. E nelle loro piccole trame di inesperti truffaldini, resta impelagato anche un certo professore, al quale vorrebbero vendere una patacca. Ma le cose non vanno per il meglio: e i tre trascorrono anche una notte al fresco. Alla fine tutti si metteranno a lavorare seriamente. CRITICA Ispirandosi ad alcuni dei Racconti romani di Alberto Moravia scelti da Sergio Amidei (Il biglietto falso, Il godi godi, Arrivederci, Il terrore di Roma, Il bassetto, La parola mamma, La voglia di vino e Prepotenti perforza) e sceneggiati, oltre che da loro, anche da Age, Scarpelli e Francesco Rosi, il film cerca di far convivere il pessimismo dello scrittore con la bonarietà della commedia all'italiana: ne esce un ibrido curioso, vivacizzato - forse troppo - da un cast brillante, che testimonia la nascente tentazione del cinema italiano a stemperare nel rosa certe componenti di più seria analisi sociale. Bello il duetto tra il professor Semprini (Totò) e l'avvocato Mazzoni Baralla (De Sica) sull'insopportabilità della parola mamma. Citazione speciale nel nutrito cast femminfle per la pescivendola irruente e irosa interpretata da Giovanna Ralli. (P.Mereghetti "Dizionario dei film 1998") |
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