SCHEDA FILM

MIRACOLO A MILANO
REGIA: Vittorio De Sica
Tratto da un romanzo di C.Zavattini

Titolo Italiano Miracolo a Milano
Titolo Originale Miracolo a Milano
In Francia: Miracle à Milan (1951 - 100') - In Germania Occ.: Das Wunder von Mailand (1952 - 95') - In Gran Bretagna: Miracle in Milan (1952 - 101') - In Usa: Miracle in Milan (1951 - 100')
Anno 1951
Durata 94'
Nazionalità Italia
Genere Commedia di Fantasia
Produzione Vittorio De Sica per PDS con Enic
Distribuzione Enic
REGIA VITTORIO DE SICA
Soggetto Tratto dal romanzo "Toto' il buono" di Cesare Zavattini
Sceneggiatura Cesare Zavattini, Vittorio De Sica
Fotografia Aldo Graziati
Scenografia Guido Fiorini
Musiche Alessandro Cicognini
Montaggio Eraldo Da Roma
 CAST

Francesco Golisano Toto'
Emma Gramatica La vecchia Lolotta
Guglielmo Barnabo' Mobbi
Brunella Bovo Edwige
Arturo Bragaglia Alfredo
Flora Cambi L'innamorata infelice
Anna Maria Carena Marta, la donna orgogliosa
Erminio Spalla Gaetano
Paolo Stoppa Rappi
Alba Arnova La statua
Riccardo Bertazzolo L'atleta
Angelo Prioli Il comandante in prima
Francesco Rissone Il comandante in seconda
Virgilio Riento Sergente delle guardie
Gianni Branduani
Jubel Schembri
Walter Scherer
Jerome Johnson
Egisto Olivieri
Giuseppe Spalla
Giuseppe Berardi
Renato Navarrini
Furlanetto
Piero Salonne
Luigi Ponzoni

TRAMA

Una buona vecchina, la signora Lolotta, trova un giorno sotto un cavolo un bel bambino, lo prende con sé e gli fa da mamma. Quando Lolotta muore, il bambino, Totò, viene ricoverato in un orfanotrofio. Ne esce giovinetto e il caso lo mette a contatto con un gruppo di poveri, accampati in una zona abbandonata della periferia milanese. Con la sua profonda bontà Totò si conquista le generali simpatie, esercitando un'influenza benefica sui suoi nuovi amici. Un getto di petrolio esce un giorno dal terreno abusivamente occupato dai poveretti: avutone notizia, il ricco industriale Mobbi acquista il terreno e per cacciarne gli occupanti, ottiene l'intervento della forza pubblica. Invocato da Totò, lo spirito di Lolotta scende dal cielo e consegna a Totò una bianca colomba. Col suo aiuto Totò compie i miracoli più sorprendenti: i poliziotti sono sbaragliati e i poveri vedono esaudito ogni loro desiderio. Una breve distrazione di Totò permette a due angeli di riprendersi la colomba ed ecco che le guardie hanno il sopravvento, mentre Totò e i suoi amici vengono catturati. Ma Lolotta restituisce a Totò la colomba: liberati, Totò e i suoi amici si involano verso un mondo più giusto sulle scope degli spazzini di piazza del Duomo.

PREMI

PALMA D'ORO AL FESTIVAL DI CANNES
NASTRO D'ARGENTO PER LA SCENOGRAFIA
MIGLIOR FILM STRANIERO PER I CRITICI DI NEW YORK.

CRITICA

Zavattini, adattando il suo romanzo Totò il buono, introdusse una vena surreale e favolistica nel neorealismo ormai declinante. L'attenzione ai problemi della povera gente e la critica contro il potere non va oltre un populismo generoso ma schematico; ciò che più colpisce, oggi, è il tema dell'utopia e del risarcimento dell'immaginazione. Scontentò tutta la critica italiana. (P.Mereghetti "Dizionario dei film 1998")

 

NOTE

HANNO COLLABORATO ALLA SCENOGRAFIA: CECCHI SUSO D'AMICO, MARIO CHIARI E ADOLFO FRANCI
TRUCCHI: NED MANN

Miracolo a Milano è il film più "Zavattiniano" di De Sica. A differenza dei precedenti Sciuscià e Ladri di biciclette, la personalità dello scrittore e sceneggiatore emerge prepotentemente, manifestandosi nella vena surreale e favolistica. In questo, che può essere considerato il film che conduce il Neorealismo ad una trasformazione, emerge l'importanza della metafora; si ricorre al miracolo ovvero al fantastico per parlare della realtà.
Ed è evidente allora la svolta che subisce questa corrente cinematografica: se guardare precedentemente significa rispettare i fatti ed accettarli per quel che sono, ora l'osservazione si è deformata sotto il peso di una magia che non vuol più rispettare la cronaca ma piegarla alle sue esigenze. Si vuole cambiare la realtà.
Alcune notizie storiche possono aiutarci a capire il clima in cui il film fu concepito: l'evasività, il suo essere favola negativa può essere giustificato con le reali condizioni italiane del 1950. Il riflusso reazionario provocato dalla "guerra fredda", determina una "defigurazione" creativa.
E' emblematico che a condurre il Neorealismo verso nuove forme filmiche sia una delle coppie fondatrici di tale corrente: De Sica-Zavattini; i cineasti giungono a ricorrere al miracolo come all'ultima spiaggia.
Il Neorealismo che ha sempre disturbato il potere è ormai il nemico pubblico numero uno. Se ne avrà conferma nel rabbioso, anche se ridicolo, attacco a Miracolo a Milano da parte della classe politica.