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MIRACOLO A MILANO |
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| TRAMA
Una buona vecchina, la signora Lolotta, trova un giorno sotto un cavolo un bel bambino, lo prende con sé e gli fa da mamma. Quando Lolotta muore, il bambino, Totò, viene ricoverato in un orfanotrofio. Ne esce giovinetto e il caso lo mette a contatto con un gruppo di poveri, accampati in una zona abbandonata della periferia milanese. Con la sua profonda bontà Totò si conquista le generali simpatie, esercitando un'influenza benefica sui suoi nuovi amici. Un getto di petrolio esce un giorno dal terreno abusivamente occupato dai poveretti: avutone notizia, il ricco industriale Mobbi acquista il terreno e per cacciarne gli occupanti, ottiene l'intervento della forza pubblica. Invocato da Totò, lo spirito di Lolotta scende dal cielo e consegna a Totò una bianca colomba. Col suo aiuto Totò compie i miracoli più sorprendenti: i poliziotti sono sbaragliati e i poveri vedono esaudito ogni loro desiderio. Una breve distrazione di Totò permette a due angeli di riprendersi la colomba ed ecco che le guardie hanno il sopravvento, mentre Totò e i suoi amici vengono catturati. Ma Lolotta restituisce a Totò la colomba: liberati, Totò e i suoi amici si involano verso un mondo più giusto sulle scope degli spazzini di piazza del Duomo.
PREMI PALMA D'ORO AL FESTIVAL DI CANNES CRITICA Zavattini, adattando il suo romanzo Totò il buono, introdusse una vena surreale e favolistica nel neorealismo ormai declinante. L'attenzione ai problemi della povera gente e la critica contro il potere non va oltre un populismo generoso ma schematico; ciò che più colpisce, oggi, è il tema dell'utopia e del risarcimento dell'immaginazione. Scontentò tutta la critica italiana. (P.Mereghetti "Dizionario dei film 1998")
NOTE HANNO COLLABORATO ALLA SCENOGRAFIA: CECCHI SUSO D'AMICO, MARIO CHIARI E ADOLFO FRANCI Miracolo a Milano è il film più "Zavattiniano" di De Sica. A differenza dei precedenti Sciuscià e Ladri di biciclette, la personalità dello scrittore e sceneggiatore emerge prepotentemente, manifestandosi nella vena surreale e favolistica. In questo, che può essere considerato il film che conduce il Neorealismo ad una trasformazione, emerge l'importanza della metafora; si ricorre al miracolo ovvero al fantastico per parlare della realtà. |
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