SCHEDA FILM

LA MACCHINA AMMAZZACATTIVI
REGIA: Roberto Rossellini

Titolo Italiano La macchina ammazzacattivi
Titolo Originale La macchina ammazzacattivi
In Gran Bretagna: The Machine That Kills Bad People (1981 - 83')
Anno 1948
Durata 80'
Nazionalità Italia
Genere Commedia burlesca
Produzione Roberto Rossellini e Luigi Rovere per Tevere Film, e Salvo D'Angelo per Universalia
Distribuzione PDC
REGIA ROBERTO ROSSELLINI
Soggetto Eduardo De Filippo, Fabrizio Sarazari
Sceneggiatura Giancarlo Vigorelli, Roberto Rossellini, Liana Ferri, Franco Brusati, Sergio Amidei
Fotografia Tino Santoni
Scenografia Virgilio Marchi
Musiche Renzo Rossellini
Effetti Eugenio Bava
Montaggio Luigi Rovere
 CAST

Helen Tubbs Madre della ragazza
Bill Tubbs Padre della ragazza
Gennaro Pisano Celestino Esposito
Aldo Giuffré
Giacomo Furia Romano Cuccurullo
John Falletta Joe
Piero Carloni
Camillo Buonanni
Marilyn Buferd Ragazza americana
Clara Bindi Giulietta del Bello
Giovanni Amato Sindaco del Paese
Aldo Nanni
Gajo Visconti

TRAMA

Celestino, modesto fotografo di paese, è un uomo semplice, amante della giustizia e molto devoto a S. Andrea. Una sera di festa, un vecchio viandante, nel quale egli riconosce il suo Santo, gli chiede alloggio e gli insegna un metodo infallibile per sopprimere, per mezzo del suo primitivo apparecchio fotografico, tutti i cattivi e i disonesti, ripulendo il paese. Basterà che egli fotografi per la seconda volta una persona già fotografata, ritraendola dalla prima fotografia: la persona così designata morrà. Una vecchia avara ha lasciato una cospicua somma da dividersi tra i tre più poveri del paese: quest'atto generoso desta le cupidigie di molte persone, che si danno da fare per impedire che si adempiano le clausole del testamento. Interviene Celestino, il quale fa giustizia, inviando i malvagi al cimitero. Il testamento è rispettato, i poveri vengono beneficati; ma Celestino scopre che anche i poveri sono disonesti e manda al cimitero anche quelli. A questo punto riappare il viandante, che non è S. Andrea, ma un diavolo, il quale fa presente a Celestino che non si può ottenere il bene facendo il male. Celestino si riscuote: è stato solo uno strano sogno. Le sue presunte vittime sono tutte vive e vegete.

CRITICA

Un apologo fiabesco che, secondo Rossellini, doveva educare brechtianamente gli spettatori. La vena neorealistica viene annacquata a favore di un bozzettìsmo gradevole ma di maniera. (Dizionario dei Film 1998 P.Mereghetti)

NOTE

AIUTO REGISTA: MASSIMO MIDA PUCCINI E RENZO AVANZO
FONICO: ERALDO GIORDANI E MARIO AMARI
OPERATORE: ENRICO BETTI BERUTTO.
Da un soggetto di Eduardo e Giuseppe Marotta. La lavorazione del film iniziò nel 1948 ma fu completata (probabilmente dagli assistenti di Rossellini, Massimo Mida Puccini e Renzo Avanzo), solo alla fine del 1951: quando uscì l'anno successivo, il film fece registrare incassi irrisori.