SCHEDA FILM

FONTAMARA
REGIA: Carlo Lizzani
Tratto dal romanzo di I.Silone

Titolo Italiano Fontamara
Titolo Originale Fontamara
In Francia: Fontamara (Paris, 20.01.82 - 125')
Anno 1980
Durata 139'
Nazionalità Italia
Produzione Edmondo Ricci per RAI, ERRE Cinematografica
Distribuzione CIDIF
REGIA CARLO LIZZANI
Soggetto tratto dal romanzo omonimo di Ignazio Silone
Sceneggiatura Carlo Lizzani, Lucio De Caro
Fotografia Mario Vulpiani
Musiche Roberto De Simone
Montaggio Franco Fraticelli
 CAST

Michele Placido Berardo Viola
Imma Piro Maria Grazia
Antonella Murgia Elvira
Ida Di Benedetto Maria Rosa
Franco Javarone
Ciccio Busacca
Costantino Carrozza
Lino Coletta
Marina Confalone
Armando Bandini
Liliana Gerace
Deddi Savagnone
Enzo Monteduro
Marcello Monti
Antonio Orlando
Dino Sarti
Franco Ferri

TRAMA

Fontamara è un paese della Marsica dimenticato da tutti, e i suoi abitanti - chiamati "cafoni" e considerati quali "intrattabili ribelli" - sono uomini rudi che vogliono lavorare e donne severe che sfacchinano per tutta la giornata. Invitati a scendere ad Avezzano per prendere parte a una parata fascista e, nel contempo, partecipare alla suddivisione del Fucino bonificato dai Torlonia, essi vengono presi in giro dall'avvocato concittadino Don Circostanza. Il medesimo li canzona con il giochetto dei "cinque lustri" anziche' "cinquant'anni" quando il torrente che irrigava i loro sassosi campicelli viene deviato a favore di un possidente fascista. Ma tra i "cafoni" c'è un discendente di briganti che un poco alla volta apre gli occhi. E' Berardo Viola che, deciso a sposare Elvira solo dopo avere guadagnato un poco di soldi e acquistato un pezzo di terra, ha il chiodo fisso della grande città in cui emigrare temporaneamente. Nel corso di una spedizione punitiva, dei fascisti violentano Maria Grazia. Berardo finalmente si decide e parte con il minorenne Antonio, figlio di Giovanni e Maddalena, zii di Elvira che morirà dopo avere effettuato un pellegrinaggio ad un santuario mariano della montagna. A Roma Berardo e Antonio vengono truffati da un avvocaticchio e finiscono in prigione quando, invitati al ristorante da un antifascista, vengono trovati dalla polizia con un fascio di fogli stampati alla macchia. Berardo muore in conseguenza delle torture con cui ha favorito la liberazione dell'agitatore. Antonio può tornare al paese solo dopo aver firmato una confessione con la quale si fa passare la morte di Berardo come suicidio. Ma a Fontamara è nato il giornale "Che fare?".

CRITICA

Superstizione, legame con la terra, coralità popolare e arroganza fascista, in una dignitosa (ma troppo televisiva) lettura di sapore neorealista del romanzo omonimo di Ignazio Silone. Rigorosa colonna sonora di Roberto De Simone.(P.Mereghetti "Dizionario dei film 1998")