SCHEDA FILM

IL BELL'ANTONIO
REGIA: MAURO BOLOGNINI
Tratto dal romanzo di V.Brancati

Titolo Italiano Il bell'Antonio
Titolo Originale Il bell'Antonio
In Francia: Le bel Antonio (05.07.61) - In Germania Occ.: Bel Antonio (19.02.65 - 99') - In Gran Bretagna: Il Bell'Antonio (1961 - 105') - In Usa: Bell'Antonio (New York, 02.04.62 - 101')
Anno 1960
Durata 105'
Nazionalità Italia/Francia
Genere Dramma
Produzione Cino Del Duca-Arco Film-Lyre Cinematographique
Distribuzione Cino Del Duca, Alfredo Bini per Arco Film
REGIA MAURO BOLOGNINI
Soggetto tratto dal romanzo omonimo di Vitaliano Brancati
Sceneggiatura Gino Visentini , Pier Paolo Pasolini, Mauro Bolognini
Fotografia Armando Nannuzzi
Scenografia Carlo Egidi
Musiche Piero Piccioni
 CAST

Jole Fierro Mariuccia
Claudia Cardinale Barbara Puglisi
Fulvia Mammì Elena Ardizzone
Marcello Mastroianni Antonio Magnano
Tomas Milian Edoardo
Rina Morelli Rosaria Magnano
Patrizia Bini Santuzza
Anna Arena Signora Puglisi
Pierre Brasseur Alfio Magnano
Gina Mattarola
Anna Glori
Cesarina Gheraldi Zia Giuseppina
Alice Sandro Nanda
Guido Celano L'Onorevole Calderana
Nino Camarda
Maurizio Conti
Salvatore Fazio
Rino Giusti
Enzo Tiribelli
Ugo Torrente
Nazzareno D'Aquilio
Maria Luisa Crescenzi Francesca

TRAMA

Antonio Magnano, giovane di bella presenza, con fama di dongiovanni ma in realtà impotente, dopo parecchi anni di permanenza a Roma ritorna alla nativa Catania, dove il padre Alfio gli ha trovato una sposa, Barbara Puglisi. Antonio si innamora della ragazza e la sposa; ma quando si scopre che, dopo tre anni di matrimonio, la moglie è ancora signorina, lo scandalo è inevitabile. Il matrimonio viene sciolto e Barbara sposa il duca di Bronte, uomo anziano, ma ricco; Alfio «per riscattare l'onore della famiglia» riprende a frequentare una casa di appuntamenti e poco dopo muore. La vedova ben presto si consola; la giovane servetta di casa sta per diventare madre e la paternita' del nascituro viene attribuita ad Antonio.

CRITICA

" Il regista (...) ci ha restitutito una sicilia ora lirica (...), ora pettegola e rissosa di struggente verità. Certe sequenze del "Bell'antonio" sono destinate a diventar celebri, anche perchè Bolognini, ha trovato nell'operatore Nannuzzi un collaboratore magico, e senz'altro d'eccezione. Anche gli interpreti figurano egregiamente. (...). E' un'interpretazione (quella di Mastroianni) costruita nell'intelligenza, da dentro senza artifici (...)". (P.Bianchi "Il giorno" del 5/3/1969)

Ambientando l'adattamento del romanzo omonimo di Vitaliano Brancati, firmato da Pier Paolo Pasolini e Gino Visentini, negli anni Cinquanta invece che nel periodo fascista, il film perde molte delle sue implicazioni socio-politiche (ridotte alla satira del "più italiano di tutti i partiti", o affidate a macchiette un po' troppo cariche) e si centra sulle disavventure del protagonista. Così, nonostante la bella prova di Mastroianni, il "tono intimistico e languido di cui la vicenda si riveste" consegna l'opera a un manierismo di gusto ma in fondo inerte. (P.Mereghetti "Dizionario dei film 1998")

PREMI

Vela d'oro al Festival di Locarno