Renata Viganò ha raggiunto la notorietà con L'Agnese va a morire da cui è stato tratto l'omonimo film di Giuliano Montaldo con Ingrid Thulin.
Renata Viganò nacque a Bologna nel 1900 da una famiglia borghese. Ancora giovanissima pubblicò due raccolte di poesie, Ginestra in fiore (Beltranii, Belogna 1912) e Piccola fiamma (Alfieri e Lacroix, Milano 1915). Per aiutare i congiunti, dovette interrompere gli studi e lavorare come infermiera negli ospedali. Nel 1933 pubblicò il suo primo romanzo, Il lume spento (Quaderni di poesia, Milano). Durante la guerra prese parte attiva alla lotta clandestina per la Resistenza, e seguì col figlio il marito, comandante di formazioni garibaldine. Dirigente del servizio sanitario di una brigata operante nelle Valli di Comacchio, è riconosciuta partigiana col grado di tenente. L'esperienza della lotta partigiana, determinante nella sua vita, è al centro de L'Agnese va a morire, che vinse il Premio Viareggio 1949 e venne successivamente tradotto in tredici paesi.
Scrisse inoltre i racconti di Arriva la cicogna (Cultura sociale, Roma 1954), i romanzi Una storia di ragazze (Del Duca, Milano 1962) e Matrimonio in brigata (Vangelista, Milano 1976), e le prose saggistiche di Mondine (Tipografia Modenese, Modena 1952), Donne della Resistenza (Steb, Bologna 1955), Ho conosciuto Ciro (Tecnografia emiliana, Bologna 1959).
E scomparsa a Bologna nel 1976.