L'HIV appartiene ad un gruppo di retrovirus, della famiglia dei lentivirus e, come tale, il materiale genetico che possiede è solo l'
RNA, acido ribonucleico responsabile del controllo delle attività chimiche della cellula. Il virus dell'AIDS attacca specialmente i linfociti T-helper (o T4), che hanno il compito di stimolare la rapida divisione delle cellule T-killer (o T8) e che rappresentano circa il 60% di tutta la popolazione dei linfociti. Un mantello proteico (capside) circonda la molecola di RNA virale e alcune copie di un enzima, la trascriptasi inversa. Il capside è a sua volta circondato da un involucro lipidico, che ha origine dalla membrana plasmatica della cellula T4 ospite. Oltre ad infettare i linfociti T-helper, l'HIV colpisce in modo minore i monociti, i macrofagi e le cellule gliali del SNC (vedi Sistema Immunitario), responsabili della diffusione dell'infezione in tutto l'organismo. Il virus è stato isolato da plasma, sperma, secrezioni vaginali e cervicali, latte, lacrime, liquor cefalorachidiano, saliva, urina, linfonodi, midollo osseo; ma la sola presenza non determina il contagio, in quanto bisogna che la concentrazione dell'HIV sia massiccia come avviene nel caso di sangue, sperma, secreti vaginali e cervicali. Il virus dell'HIV è molto debole e, nell'ambiente esterno ha un tempo di sopravvivenza pari a circa due ore; può essere ucciso da materiali quali la candeggina, l'acqua ossigenata e i detersivi, l'alcool a 70°, o da una temperatura superiore ai 60°, anche se è resistente al freddo, all'ambiente asciutto, ai raggi gamma e x, e a quelli ultravioletti.![]()
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