Riflessioni

 

Stefania

Forse nessuno, trenta anni fa, avrebbe sospettato che una tragica scoperta potesse rivoluzionare in modo così profondo le abitudini, i comportamenti, e la coscienza d'ogni uomo della Terra.

Eppure, oggi l'AIDS costituisce una cruda realtà e purtroppo sono milioni le vittime da quando questa sindrome è stata accertata.

Non esiste alcuna terapia fin adesso sperimentata che abbia offerto degli esiti definitivi, ma senza dubbio i risultati raggiunti sono incoraggianti. La scienza può avvalersi di strumenti altamente tecnologici ed avanzati, senza contare poi lo studio, l'impegno, e la costante ricerca di tutti coloro che lavorano per giungere ad una soluzione finale del problema.

Per questa ragione non bisogna perdere le speranze: l'AIDS continua a vincere, ma adesso non è più un nemico forte e sconosciuto.

La guerra probabilmente sarà ancora lunga, ma la scienza possiede tutte le carte in regola per distruggere una così orribile malattia e restituire alla vita chi, per causa sua, continua ancora a soffrire.

Queste parole vogliono essere un incoraggiamento, un ulteriore stimolo per tutti quanti, affinché il dolore non comprometta la possibilità di reagire e per far sì che l'educazione, l'informazione, il rispetto e la tolleranza abbiano la meglio sulla paura e sull'indifferenza.


Viviana

Il valore della vita, si comprende spesso quando si ha l’impressione di perderla; basterebbe che le menti fossero più capaci di pensare e di andare oltre gli interessi personali, cercando di non costruire sulla sofferenza degli altri. Ci vorrebbe un mondo dove le paure non esistano e dove si abbia il coraggio di reagire e di guardare un malato di AIDS come una persona e non come sciagurato che avendo commesso degli sbagli irreparabili va escluso da una società che è migliore?! Si dovrebbe inventare una pillola che faccia passare il vuoto e la solitudine di un malato!

Si dovrebbe agire per ridare un sorriso sepolto, trovando una cura per l’AIDS!

Bisognerebbe crescere per migliorare questa società dove prevale la legge del più forte e dove l’ignoranza non ha lasciato posto alla coscienza.

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