Personale sanitario

I casi d'infezione occupazionale da HIV in operatori sanitari, riconosciuti al 30 giugno 94, erano 182, di cui tre in Italia; solo nel 35,7 % di questi casi riportati in operatori sanitari professionalmente esposti è stata documentata una sieroconversione per gli anticorpi anti-HIV. Secondo stime sanitarie risalenti al 1994, nel complesso le percentuali del personale maggiormente esposto al pericolo d'infezione sono: infermieri (48 %), medici (12 %), chirurghi (12 %), personale dei laboratori (9 %), ausiliari (4 %), dentisti (4 %). Sempre secondo dati dello stesso anno, le modalità di trasmissione dell'infezione con sieroconversione documentata sono rappresentate da esposizioni parentali nel 78 % dei casi, da esposizioni mucose nell'11 % e da contaminazione da cute lesa nell'11 %. L'analisi dei casi di trasmissione occupazionale da virus HIV non fornisce con precisione una quantificazione del rischio per gli operatori sanitari, né consente d'identificare in modo sicuro gli stessi fattori di rischio dell'esposizione. Un'infezione occupazionale è classificata come acquisita in laboratorio quando è correlata all'attività lavorativa del laboratorista.

Continua nel secondo paragrafo e poi nel terzo paragrafo.

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