Le categorie esposte maggiormente al pericolo dell'infezione da HIV sono: i tossicodipendenti per via iniettiva, gli emofiliaci, i politrasfusi, gli omosessuali, coloro che hanno rapporti eterosessuali con sieropositivi o malati d'AIDS, i figli in gestazione di madri infette, coloro i quali sono trattati con strumenti chirurgici non sterilizzati, coloro i quali si sono sottoposti a trapianto di organi (specialmente reni). Ma l'AIDS è una malattia infettiva a basso contagio che si propaga esclusivamente tramite comportamenti specifici, quindi non esiste alcun motivo scientifico per isolare il malato nella società, per discriminarlo e violare i suoi diritti fondamentali, o peggio ancora per scatenare, nell'immaginario collettivo, pericolose quanto insensate psicosi e fobie.
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