Malato nella società

In passato gli ostacoli e le difficoltà che incontrava il malato di AIDS nella società erano spesso insormontabili, ed aggravavano ancora di più le sofferenze fisiche distruggendo la voglia di vivere e la forza di andare avanti. Oggi per fortuna, dal punto di vista umano, con l'ausilio dei canali d'informazione, si sono abbattute molte barriere psicologiche che erano state innescate dalla paura del contagio. In Italia, uno degli osservatori esistenti per il controllo delle discriminazioni è la LILA (vedi Associazioni) che, tramite un centralino telefonico, registra quotidianamente le testimonianze di numerosi casi di emarginazione di persone affette dal virus HIV, soprattutto da parte dei datori di lavoro. Nell'ipotesi in cui risulti impossibile trovare una soluzione mediata con la struttura che ha operato la discriminazione, si interviene legalmente per mezzo di una rete di avvocati di cui si avvale la LILA. È proprio grazie alle iniziative di solidarietà promosse e sostenute da associazioni come questa che molte realtà emergono agli occhi dell'opinione pubblica, garantendo una difesa dei diritti nel campo sociale e lavorativo. Tra l'altro le ipotesi di rendere obbligatori i test che permetterebbero di individuare il virus sono state criticate come forma di violazione della legge sulla privacy, anche i programmi di distribuzione di siringhe fra i tossicodipendenti ha suscitato non poche perplessità, perchè potrebbe apparire come una propaganda per l'uso della droga. Nell'attesa che la società trovi una cura definitiva all'AIDS, è dovere di tutti noi impegnarci affinchè cadano gli ultimi residui di condanna morale che ancora isolano i malati e il loro ambiente familiare.

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