-Villa Bellini-

Villa Bellini

A metà dell'Ottocento l'unico giardino pubblico di Catania, la villetta Pacini, non bastò più ai catanesi, piccolo e decentrato com'era rispetto a una città cresciuta molto verso nord. Fu così che nel 1853, lo stesso anno in cui nasceva l'orto botanico nacque "'a villa" come i catanesi la chiamano. Occupa una superficie di 70.942 metri quadrati. Il suo primo nucleo fu il labirinto, giardino privato realizzato nel Settecento dal principe Ignazio Paternò Castello di Biscari. Il labirinto, comprendente edificio e giardino, era stato edificato, dal ricco e fantasioso signore, su una collinetta; ma nelle viscere di essa, quasi a ripetere, con diverso disegno, il motivo floreale attorno al palazzetto, egli fece scavare un ghirigoro di meandri, fra i quali l'ospite ignaro poteva sperdersi. Labirinto, dunque, per doppio motivo, ispirato dalla fantasia bizzarra del gran mecenate. Era campagna di quel luogo, prima che diventasse labirinto. Il labirinto comprendeva la metà sud dell'attuale giardino Bellini. Piante rare arricchirono la flora già presente nel labirinto e nel viale, poi arricchito dai busti degli uomini illustri della città, lo collegò, all'ingresso nord in una collinetta fuori città. E tale fu considerato ancora nel 1853 quando venne concretamente progettato il nuovo giardino pubblico e i Catanesi furono presi in giro per avere costruito il loro giardino in campagna. Attorno al labirinto, sfruttando i naturali dislivelli del terreno, sorse la collinetta con il palco per la musica, tradizionale luogo, per molti anni di concerti pomeridiani all'aperto. Sulla collinetta opposta una costruzione in legno ospitava la biblioteca civica e vi si accedeva anche da un vialetto a mosaico di ciottoli bianchi e neri con i segni dello zodiaco. "La bellezza unica" della villa biscariana diventava così patrimonio della città, a volte trascurato, a volte arricchito, ma sempre amato dai vecchi e dai bambini catanesi.

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