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Ecco il Castello Ursino, del cui nome non si conosce l'origine, nonostante le diverse ipotesi che sussistono a riguardo. Voluto da Federico II di Svevia, fu eretto dall'architetto Riccardo da Lentini. Il luogo scelto dal sovrano, che ne fece iniziare la costruzione nel 1239, era quello della antica rocca Saturnia, in precedenza adibita come prigione.
La costruzione, di forma quadrata, di 63 metri di lato con muri larghi 3 metri e torrioni ai suoi angoli, oltre a due torri minori a base semicircolare in mezzo ai lati di tramontana e ponente, aveva scopo esclusivamente difensivo e faceva parte del sistema di fortificazioni predisposto per la parte est della Sicilia al tempo dei Normanni. Sorgeva praticamente sul mare ed era circondato da un fossato, munito di ponte levatoio. Con il suo aspetto massiccio, era espressione, concreta e minacciosa della forza imperiale, punto d'appoggio per la difesa dal mare e per tenere a freno la cittadinanza catanese, già punita dall'imperatore nel 1232, come ricorda l'aquila sveva che afferra un montone, scolpita in una nicchia dell'ingresso. L'originaria costruzione non presentava nè finestre nè portali ornati, ma solamente mura altissime e feritoie. E così rimase, per quasi tutto il Duecento. Tra la fine del '200 e i primi del '300, vi s'insediò Roberto di Calabria e successivamente divenne stabile dimora dei sovrani aragonesi, succeduti agli svevi. L'eruzione del 1669 circondò il castello senza intaccarlo e la lava, proseguendo il suo cammino verso sud-est, l'allontanò di molto dalla riva. Nel 1932 fu restaurato dal comune di Catania e adibito a museo civico.