-Chiesa dei Minoriti-

Chierici Minoriti giunsero nel 1625 a Catania chiamati dal Senato e dal vescovo Innocenzo Massimo, nel 1628 ebbero affidata la chiesa di S. Michele,

Chiesa dei minoriti
nel 1630 ereditarono da Giambattista Paternò, una parte dei suoi beni, con i quali ricostruirono il convento e la chiesa distrutti dal terremoto del 1693. La chiesa attuale è un convento a cui si accede attraverso una scenografica scalinata.

Dentro la chiesa si possono ammirare due fonti per l'acqua benedetta, poggiati su tavoli in marmo, di notevole importanza una pala d'altare raffigurante S.Francesco Caracciolo, l'Arcangelo Michele, un Crocefisso marmoreo e una Annunciazione di Guglielmo Borremans.

Sempre all'interno della Chiesa c’è anche il monumento sepolcrale di G. Battista Paternò, su cui a ricordo della sua generosità, è scritto: "A Giovanni Battista, patrizio catanese, di questa chiesa benemerito protettore, i Padri chierici minori testimoniano il loro grato animo".

La facciata, in pietra calcarea bianca, oggi restaurata, contrasta con il nero della pietra lavica della Via Etnea e della scalinata di accesso, è sormontata da una grandiosa cupola che, assieme a quella del Monastero dei Benedettini, domina il paesaggio dei tetti della città. Nel presbiterio è collocato l'organo monumentale decorato in oro e stucco dorato.

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