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| Lintesa tra il Papa e Perugia,
iniziata nel XI secolo, fu rotta nel 1305 quando Avignone divenne il "Vaticano".
Per i primi 50 anni Perugia salvaguardò lalleanza con lautorità del Papa. In
seguito esplose la ribellione. |
| Tra il 1398 e il 1402
Perugia accettò come suo signore supremo Visconti, Duca di Milano. Dopo la sua morte
Perugia passò sotto la giurisdizione del Papa. |
| Nel 1535 Papa Paolo III arrivò in città
per dare maggior rilievo alla propria autorità: per la prima volta nella sua storia
Perugia fu sottoposta ad un governo organizzato interamente da un Papa. Seguirono tre anni
in cui prevalsero la pace ed una serenità apparente. Poi esplose un altro tumulto. Nel 1538,
Paolo impose in tutti i suoi domini lequivalente di una tassa sul sale. |
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| Tutti i suoi sudditi furono costretti
ad acquistare il loro sale dalle riserve derivate dalle scorte pontificie. Perugia si
ribellò a questa tassa poiché inapplicabile a causa del provvedimento di Martino V
(1424) che laveva liberata da tutte le nuove tasse pontificie e
dellaccettazione, da parte di Paolo III, di questo obbligo. La città tentò in vano
di essere liberata da quel peso. |
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Paolo III impose alla città il divieto di celebrare tutte le
cerimonie religiose. Questa punizione incitò tutte le qualità combattive di questo
popolo indomito. Paolo III prese subito decisioni drastiche. I perugini chiamarono Ridolfo
Baglioni per organizzare la loro resistenza. Il popolo sfilò per le strade. In segno di
ribellione contro il Papa il grande crocifisso della cattedrale di San Lorenzo
fu portato fuori e posto sopra la porta sud. |
| Il Papa
intendeva tener calmi i cittadini con provvedimenti militari e palle di cannone per
rafforzare la supremazia militare della Chiesa. In cupo silenzio la gente guardava i
preparativi per rafforzare la supremazia militare di una Chiesa che doveva essere una
Chiesa di pace. |
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