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La città

Perugia attraverso i secoli

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Paolo III prese la sua decisione: la fortezza del Papa doveva essere situata nel " posto più bello" che era anche quello strategicamente più forte.
Quello era anche la zona in cui , da secoli, si erigevano i palazzi dei Baglioni. Ogni palazzo dei Baglioni fu distrutto, pietra dopo pietra, eccetto poche mura che l’architetto Antonio da San Gallo volle incorporare nella nuova costruzione. In questa catastrofe andarono distrutte stupende opere d’arte e molti monumenti storici. La distruzione incluse, oltre alle case del Baglioni, 26 torri, 11 chiese (una di queste era magnifica chiesa di Santa Maria da Servi), 2 monasteri e 300 case del Borgo Santa Giuliana. La Porta Marzia fu demolita e ricostruita ad una distanza di 40 piedi (1220 m) dalla posizione originale. Una fortezza per Paolo III
 Porta Marzia Il 23 settembre 1540 furono preparate le fondamenta di un vasto territorio che sarebbe stato conosciuto come Rocca Paolina.
I cittadini di Perugia furono costretti a partecipare ai lavoro dei costruzione. Il duro lavoro fu portato avanti per 3 anni e, nel 1543, la Rocca Paolina era pronta.

Era una vasta costruzione divisa in due parti (la Cittadella e la Tanaglia) unite da un corridoio coperto. La prima si trovava all’ultimo piano e copriva l’area ora occupata dal Palazzo del Governo, l’Hotel Brufani, la Banca d’Italia, il Palazzo Calderini e i vari spazi circostanti. La Tanaglia (tenaglia) si trovava in basso vicino alla vecchia Piazza d’Armi.

La Rocca Paolina prima della distruzione
Durante gli anni precedenti la morte di Paolo III nel 1549, la città fu soffocata nel clericalismo, affari e commercio diminuirono ma la potente fortezza di presidio non entrò mai in funzione.

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