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La città |
Perugia attraverso i secoli |
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Nuovi sapori in Perugia |
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Nuovi sapori in Perugia : ... la macchina del tempo
(Un giornalista inglese al seguito delle truppe sabaude che hanno conquistato Perugia) |
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"
Incantevole, sopraffino esempio di pittura del Cinquecento,
Pietro di Cristoforo Vannucci, il "Perugino", come lo chiamano... S. Pietro, che
splendido monastero... che mirabili opere racchiude,... questo potrebbe essere senza
dubbio il più ricco complesso monastico dellUmbria
".
E una pungente mattina dinverno, non piove, il sole velato non riesce a
riscaldare laria fredda di tramontana.
Un signore distinto, vestito in modo un po stravagante, fuori della porta di
S.Pietro è preso dallo scrivere in un taccuino.
Robert Smith è uno dei giornalisti, che seguono le truppe sabaude nella loro conquista e,
mentre lentamente si avvia per la strada selciata che da S. Pietro conduce verso S.
Ercolano, la sua mente è occupata da mille riflessioni...
Non è un uomo massiccio, al contrario, per un signore di mezza età ha i lineamenti
abbastanza gracili, il volto stretto ed uno sguardo molto profondo. Il suo vestito, che ha
acquistato a Londra e che venendo in Italia ha preferito ad altri, è giusto, sa che
l'inverno in Umbria è particolarmente freddo.
Dire che è un giornalista è scontato, visto che ha sempre in mano il taccuino e la una
matita per scrivere poche righe, poche parole; preziosi appunti per i suoi articoli e
racconti. Ma unaltra cosa ha sempre in mano o in bocca: la sua inseparabile pipa,
che adesso, da alcuni giorni inutilmente tiene in mano..., non trova più il suo tabacco
preferito, in Umbria è difficile trovarlo e quel poco è di scarsa qualità....
Arrivare in Umbria in questo periodo di grandi sconvolgimenti, è stata un'esperienza
unica: prima aveva viaggiato molto per l'Europa, ma sicuramente, qui a Perugia ha vissuto
un periodo particolarmente ricco di avvenimenti, di quelli che lui aveva a cuore, perché
sa destinati non solo ad appagare la sua innata curiosità, ma è convinto che questi
sarebbero diventati storia, e lui è stato sempre presente dove si cambiava pagina alla
storia.
Del resto, solo da queste tragedie umane, riusciva a cogliere con mirabile senso di
osservazione, il meglio della sua capacità di scrittore ed acuto giornalista, visti anche
i buoni risultati che aveva ottenuto con i suoi preziosi articoli...; ma una cosa non
avrebbe immaginato prima di venire qui: quali e quante le bellezze storiche ed artistiche
custodite nelle chiese e nei palazzi delle città umbre. Quali entusiasmante sorpresa nel
vedere città così antiche rimaste quasi inviolate da secoli di storia... realtà queste
che non da meno delle cronache di quei giorni, avevano colpito la sua fervida
immaginazione e puntigliosa curiosità di giornalista...
"...non solo una lunga trama di fede religiosa, nellespressione artistica, ma
una sottile legame unisce larte di questa terra nei secoli; una ispirata continuità
che dagli albori della storia antica, permane costante nelle più variate espressioni
estetiche, non solo pittoriche, ma coinvolge profondamente tutto lumano operato di
questo popolo ... "
"Sì! Credo che scriverò così di questa terra generosa.." pensa Robert mentre,
dimprovviso dietro langolo svoltato da poco, gli si staglia davanti la
piazzetta di S.Domenico, con il pozzo antico .."
" ... Perugia è una visione continua di spazi che mutano, nei quali non esiste una
visione statica, ma tutto il costruito, viene a muoversi sollecitato da svariate forme
architettoniche frutto di sovrapposizioni nel tempo... è senza dubbio una visione
dinamica che ti accompagna, ti rende non estraneo, ti coinvolge fino a farti partecipare
come qualsiasi suo abitante. . . "
Il suo taccuino riporta queste sensazioni e pensieri, mentre subito dopo già intravede da
lontano la sagoma della chiesa di S.Ercolano.
"
non una strada, dritta, importante più delle altre, quella che da S.Pietro
conduce a S.Ercolano, una strada sinuosa tra un palazzo e laltro, che spesso
nasconde scorci suggestivi, di passo in passo una sorpresa ..."
Non è un gran camminatore, ma per parte sua non disdegna di camminare, osservare tutto e
il più possibile scrivere di tutto su tutto. Per questo spesso si ferma come assorto, con
la pipa stretta tra i denti e il taccuino in mano; a volte si concede di fare anche
qualche piccolo schizzo che aiuta a ricordare e a dare peso alle parole.
"... lantica città di Perugia, come tutte le città dellUmbria, è
racchiusa nelle sue mura difensive; al suo interno però nulla appare di questa opera
difensiva, tutto si muove intorno ad una strada o ad una piazza, come se le case
affacciate vi trovassero altro spazio per vivere... la gente vi cammina, vi si
intrattiene, si vedono, si sentono, in questo spazio, ogni attimo di vita di un popolo
operoso. Tutto traspare attraverso le mura delle case e si riversa nello spazio
circostante diventando, nel tempo stesso, casa e città..."
" ...è da questi spazi, da questo intenso modo di vivere che larte trae spunto
per le sue preziose ispirazioni: la campagna intorno è ricca di verde, di campi lavorati
e di smaglianti paesaggi, è lo sfondo naturale alle sante iconografie: le case
multiformi, i vicoli animati chiassosi di ogni suono di lavoro o di canti, le piazze piene
di vita, ripropongono uno sfondo familiare che rende reale il soggetto rappresentato, lo
rende familiare, come se appartenga sempre alla vita quotidiana della città ... Giotto,
Cimabue, i pittori del Quattrocento perugino fino al Cinquecento, tutti hanno usato questo
con mirabile maestria..."
Pochi altri passi e S.Ercolano è lì davanti; Robert rimane fermo su due piedi, sorpreso
quasi contrariato, che quello scorcio medievale sia sciupato dalle mura della Rocca
Paolina che sovrastano lantica chiesa. Una meraviglia sofferta, nello scoprire poi
lantica Porta Marzia, etrusca, fare da cornice ad una porta della Rocca.
"...unopera così raffinata, la chiesa poligonale del XIII sec. di S.Ercolano,
non è più contornata da case e dalla sua piazza, ma da una costruzione forte di mura e
bastioni, protesi più verso la città che verso lesterno: un contrasto
sconvolgente; ma si vedono i segni di ripetute demolizioni,... il popolo si adopera per
demolire più possibile quel segno cui non appartiene... "
"...Salire la ripida strada di S.Ercolano ed attraverso porta Cornea, passare nel
cuore di Perugia Etrusca, un percorso antico e alquanto affascinante: passare attraverso
un limite fisico-temporale, due città una racchiusa nellaltra, due epoche ben
definite che sono rappresentate congiuntamente, quasi ad unire con un segno tangibile un
vasto arco di tempo: il periodo etrusco-romano, il periodo medievale..."
Robert sale lentamente la ripida strada ed attraversa lantica porta; entra nel cuore
di Perugia antica, ma non nota alcun cambiamento, tra le due parti di città. Si ferma
spesso a scrivere ed ad annotare i propri pensieri.
" . . . quello che nella storia di Perugia è mutato nel tempo, non sono tanto gli
spazi, pur sempre quelli entro le mura medievali ed etrusche, ma sono cambiate nel tempo
le funzioni in base alle varie esigenze: le botteghe artigiane o le stalle si sono sempre
alternate a piano terra, le abitazioni nei piani superiori; uno schema questo universale,
ma qui si è ripetuto in un lunghissimo periodo.
Lalternarsi continuo di case e botteghe, è interrotto da elementi particolari:
palazzi, chiese, fontane. Con questi elementi in particolari zone, si è voluto creare un
preciso riferimento visivo e funzionale per larghe parti di città, forse in alcuni casi,
un elemento il cui valore è esteso a tutta la città.
Questi edifici, oltre che essenziali, sono stati voluti dallesigenza particolare di
rendere un elemento unico e rappresentativo della volontà degli abitanti circostanti, un
segno anche della voglia di estetizzare il bello che è destinato a primeggiare,
confrontarsi e forse a contendersi con altre parti o Rioni della città stessa; è anche
manifestare al visitatore straniero, la propria capacità, il gusto per la ricercatezza,
la propria ricchezza interiore.
Questa energica volontà, viene colta in tutte le epoche e fa si che tutta le costruzioni
della città, anche se di epoche diverse, rimangano ben coordinate come in un quadro, il
cui pittore aggiunge o toglie una vista o un particolare di un edificio, in modo da essere
in armonia con lo spazio circostante; questo quadro però, non è destinato a terminare,
muta continuamente nel tempo ..."
Sensazioni che mutano di passo in passo, quelle di Robert, mentre giunge, dopo lo stretto
spazio di strade medievali, alla piazza del "Sopramuro", presso la Sapienza.
Come sempre si muove e guarda ogni angolo e particolare di questo antico edificio. Poi
sempre con il sua passo ben cadenzato, si dirige verso la Piazza Grande:
" ...tutto il minuto costruito di ogni isolato antico che si affaccia compresso lungo
le strade strette dei rioni antichi, i vicoli laterali, così intimo alla vita dei suoi
abitanti, delimita, quasi soffoca nella penombra ogni sensazione di grandezza, ma solo per
un attimo prima che tutto sfoci nella grandiosità e bellezza della Piazza Grande, il
centro della città. Prima eri immerso nel minuto, contratto, quasi racchiuso in una
stanza, priva di luce, anche se ricca dumana operosità; adesso dimprovviso
sei proiettato in un immenso spazio di luce e smaglianti colori. Un contrasto fisico che
ti coglie di sorpresa, sei assalito e stupefatto di colpo, per tanta grandiosa bellezza...
Robert è lì fermo allangolo della Piazza Grande, con davanti il Duomo, la Fontana
Maggiore, il Palazzo dei Priori e gli altri palazzi che la delimitano... è sorpreso e
stupito, con la pipa stretta tra i denti...
" il bisogno di stare insieme, di protestare, di vendere, di vedersi, di
ascoltare, di un popolo irrequieto, spesso cruento, ma sicuramente vivo e appassionato, se
questa è la sua piazza. Mirabile gioco di pieni costruiti e vuotati da ordini di
finestre, miriadi di botteghe e la bocca scura di strade che vi giungono da ogni parte.
Palazzi pubblici arricchiti da cornici e preziose bifore, limponente chiesa e
scalinata a fianco, sarebbero nulla se non riferiti ad un unico punto: la Fontana
Maggiore...".
Scrivendo e disegnando nel suo quaderno, Robert è lì fermo davanti alla Fontana
Maggiore, scrive e poi lentamente comincia a girarvi intorno:
... " un libro aperto che celebra la vita del suo popolo, questa mirabile opera. Non
è solo un punto per attingere la preziosa acqua, ma è uno spazio celebrativo delle
opere, delle arti e della religione di un popolo antico, che viene proiettato in ogni
direzione; tutto nella piazza converge, forse anche tutta la città è protesa verso
questo punto il quale restituisce allesterno un ricco e fiducioso messaggio di vita
e bellezza. . .
la luce del sole la coglie dallalba al tramonto, riflette in ogni sua faccia,
come un grande orologio ne scandisce le ore. . .
.a girarvi intorno, rimango estasiato; si percepisce il tempo e la storia di tutti
noi, come saga infinita di immagini in successione: le forme dinamiche impresse nella
pietra richiamano in te ogni particolare di vita dogni tempo,. . . la gioia che ti
scaturisce da dentro lanima è la stessa dellacqua che sbatte e salta dal
Concone fin dentro le vasche, fino a venir fuori pura e fresca... "
Robert non si accorge che è lì da parecchi minuti e ha fatto più di un giro intorno
alla Fontana, quando volgendogli le spalle scorge il Grifo e il Leone agli stipiti
dellarcone del Palazzo dei Priori.
"... ogni parola è superflua e insufficiente per esprimere le sensazioni nel vedere
queste opere antiche protese verso la piazza e verso la Fontana. Anche loro, divinità
mitologiche, vogliono abbeverarsi allacqua. . . del tempo, sono frutto di
dantiche leggende e simbolo dell'ignoto divino che la città e il suo popolo ha
voluto ricordare in quei bronzi. "
Lentamente Robert si avvia verso il Corso, lasciandosi la Piazza Grande alle spalle; è
preso in questi pensieri e riflessioni sulla piazza, quando dimprovviso è colto da
un violento e fragrante odore di .... cioccolata...
" ...odore di città antica: il pane fresco nei forni delle panetterie nei vicoli,
lodore del cuoio delle botteghe di calzolaio, è nulla di nuovo in Perugia, come in
tutte le città dEuropa lo è stato per secoli, ma adesso qui sentir odore di così
fragrante cioccolata ... Perugia è una fucina di novità e sorprese . . entriamo in
questa magnifica caffetteria..."
Per Robert è un piacevole ritorno alla realtà entrare nella bottega di Sandri e
assaporare la più stupefacente cioccolata della sua vita: lantico e il moderno si
associano anche in questi moderni sapori.
Amante del buon gusto che distingueva spesso questi personaggi pionieri di un nuovo modo
di viaggiare, Robert avrebbe scritto più tardi mirabili cose nel considerare tutti gli
eventi e le preziosità di Perugia e la sua terra, nel cuore verde d'Italia; cose preziose
non solo per la propria voglia di conoscere, ma soprattutto come patrimonio destinato al
mondo intero. |
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