
PENA DI MORTE
QUANDO LA VITA GENERA MORTE (LEGALMENTE)
IL NAZISMO
Durante il regime nazista, in Germania e nei paesi occupati ci fu un picco delle condanne a morte e delle esecuzioni, oltre alle morti ottenute mediante il sistema concentrazionale.
| Anno | Condanne | Esecuzioni |
| 1933 | 78 | 84 |
| 1934 | 104 | 79 |
| 1935 | 98 | 94 |
| 1936 | 76 | 68 |
| 1937 | 86 | 106 |
| 1938 | 89 | 117 |
Dalla "notte dei cristalli" (9 novembre 1938) si erano incrementate nel Reich hitleriano le persecuzioni antiebraiche; e il tentativo di instaurare un "nuovo ordine europeo" prima e durante la seconda guerra mondiale estese le esecuzioni di pari passo con la pianificazione dello sterminio e del genocidio.
Adolf Hitler, il Führer, aveva l'idea di creare una razza pura, la razza ariana, priva di ogni "contaminazione esterna"; per questo motivo ordinò l'internamento nei campi di concentramento di ebrei, neri, zingari, omosessuali, che venivano uccisi sistematicamente dalle SS, le guardie scelte naziste, per mezzo dei metodi più crudeli e spietati. I campi di concentramento erano veri e propri campi di tortura: i detenuti vivevano in condizioni igieniche incredibili, ammassati in camere senza servizi igienici; erano costretti ad alzarsi prestissimo la mattina, con una fettina di pane con un sottilissimo strato di margarina e poco altro come colazione, ed a lavorare praticamente senza soluzione di continuità fino alla sera. Non c'era modo di fuggire o ribellarsi: il campo era cinto da muri con reti elettrizzate, chi disobbediva veniva immediatamente fucilato; spesso si veniva fucilati solo perché una SS aveva voglia di farlo.