Sangue!

PENA DI MORTE
QUANDO LA VITA GENERA MORTE (LEGALMENTE)

È EFFICACE CONTRO I TRAFFICANTI DI DROGA?

Sono oltre venti gli stati (molti dei quali asiatici) che prevedono la pena di morte quale strumento per combattere il traffico di droga; la metà di questi ha adottato queste misure nel corso degli anni '80. Centinaia di persone riconosciute colpevoli di reati di droga sono state da allora giustiziate. La ragione che ha indotto al ricorso alla pena di morte risiede, com'è ovvio, nella sua presunta efficacia quale deterrente nei confronti dei trafficanti. Tuttavia, nonostante le numerose esecuzioni, non sono emerse prove di alcun genere che possano attestare in modo convincente che un declino nel traffico di droga negli stati interessati possa essere attribuito alla minaccia o all'applicazione della pena capitale.
In Iran, le esecuzioni per reati aventi attinenza con la droga ebbero inizio già prima della rivoluzione del 1979. Risulta che, in seguito, siano state messe a morte oltre mille persone; eppure sembra che l'abuso e il commercio di droghe continuino a costituire un problema assai grave, tutt'altro che risolto.
In Malaysia, dove a partire dal 1983 la pena di morte per reati di droga è obbligatoria, le autorità hanno in più occasioni riconosciuto pubblicamente l'inefficacia del ricorso alle esecuzioni capitali. L'ispettore generale di Polizia ha dichiarato nel 1985 che la pena di morte non sembrava aver avuto effetti di deterrenza nei confronti dei trafficanti; nel 1990, il vice ministro degli Interni ha dichiarato che la pena di morte non era riuscita a ridurre il traffico o il consumo di droga e che si rendeva pertanto necessario un diverso approccio al problema. L'elenco dei fallimenti potrebbe continuare.
Alcuni organismi internazionali hanno discusso la questione. Risulta dagli atti del Gruppo di esperti delle Nazioni Unite sulle misure da adottare contro il traffico di droga per via aerea e per mare che:

In base all'esperienza di diversi esperti, il fatto che come massima pena sia prevista la pena di morte, non comporta necessariamente che questa abbia particolari effetti deterrenti nei confronti del traffico di droga: in realtà in alcuni casi potrebbe complicare l'attività della pubblica accusa visto che i tribunali sono portati a richiedere standard di prova assai più elevati nell'ipotesi che sia prevista la pena di morte (in particolare se obbligatoria). Il deterrente più efficace rimane sicuramente la certezza di essere scoperti e arrestati.

Dal canto suo, la Conferenza internazionale sull'abuso e il traffico illecito di droga, tenutasi a Vienna nel 1987, ha adottato uno Schema multidisciplinare delle attività future per il controllo sull'abuso di droghe che comprende numerose misure di prevenzione e repressione.

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