PENA DI MORTE
QUANDO LA VITA GENERA MORTE (LEGALMENTE)
COSA DICE IL CRISTIANESIMO?
Fin dalle origini il Cristianesimo, nello stesso messaggio delle Scritture, ha presentato ambiguità circa la pena di morte. Sostanzialmente esclusa in Mt 5, 44 ("amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano"), in Lc 6, 35-37 ("...non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato") e in Gv 8, 1-11 (nell'episodio della donna adultera), tale pena riappare ammissibile nell'epistola ai romani di Paolo in rapporto alla sottomissione all'autorità in quanto emanata da Dio; ed analoga ambiguità può essere riscontrata nei testi degli apologisti e dei padri della Chiesa, da Tertulliano (De Idolatria) e Lattanzio (Divinae Instituziones), contrari alla pena capitale, ad Agostino, orientato ad ammettere in determinate circostanze il "diritto di spada".
Nel diritto biblico la pena di morte è comminata tra l'altro per l'omicidio premeditato (Es 21, 12; Lv 24, 7), per il rapimento e la successiva vendita di persona (Es 21, 16; Dt 24, 7), per il delitto di stregoneria (Es 22, 17), per la violazione del riposo sabbatico (Es 35, 2), per i sacrifici umani (Lv 20, 2), per i maltrattamenti e le percosse ai genitori (ES 21, 15; Lv 20, 9), per l'adulterio e l'incesto (Lv 20, 10-12; Dt 22, 22), per l'idolatria (Dt 17, 2-5; 19, 17-18).
Oggi, la Chiesa cattolica ha una posizione e un'idea ben precisa: combattere la pena di morte, in ogni caso. Il Papa ha più volte lanciato appelli per evitare esecuzioni imminenti: ne è un esempio il caso di Joseph O'Dell, condannato a morte nel 1997, che ha suscitato clamore e reazioni anche da parte dei governi dei paesi di tutto il mondo. Ma il Papa non ha potuto niente contro la macchina della morte americana.
Comunque, la pena di morte è in teoria vigente nello Stato della Città del Vaticano, limitatamente al caso di attentato contro la vita, l'integrità o la libertà personale del Papa o di attentato contro il capo di uno Stato estero, quando la legge di tale Stato prevede appunto questa pena (Legge Vaticana 7 giugno 1929, n. 11, art. 4). In Vaticano le ultime esecuzioni risalgono al pontificato di Pio IX (1846-78).
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