Sangue!

PENA DI MORTE
QUANDO LA VITA GENERA MORTE (LEGALMENTE)

CESARE BECCARIA

Cesare Beccaria Cesare Beccaria (Milano 1738-1794), filosofo e studioso italiano di scienze criminali ed economiche, si formò alla scuola farnese dei gesuiti di Parma e si laureò in giurisprudenza all'università di Pavia; a ventidue anni, stimolato dagli scritti degli illuministi francesi del Settecento e in particolare dalla lettura di Lettres Persanes (1721) di Charles-Louis Montesquieu, entrò in contatto con l'Accademia dei Pugni e con Pietro Verri e si dedicò alla riflessione filosofica e sociale pubblicando diverse opere.
Ma Beccaria è ricordato soprattutto per Dei Delitti E Delle Pene, pubblicato in forma anonima a Livorno nel 1764 e da allora tradotto in tutte le lingue europee. Ispirato dalla lettura del saggio di Verri Del Disordine E De' Rimedi Delle Monete Nello Stato Di Milano Nel 1762 (1762), Beccaria, invocando la necessità di proporzionare la pena al delitto, denunciò la durezza e gli eccessi del diritto penale, in particolare della pena di morte e della tortura.
Tra i primi a considerare l'istruzione come mezzo di contenimento della criminalità, Beccaria fu professore di diritto pubblico ed economia nelle scuole Palatine di Milano dal 1768 al 1770; dopo il 1771 ricoprì diverse cariche pubbliche.

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