Sangue!

PENA DI MORTE
QUANDO LA VITA GENERA MORTE (LEGALMENTE)

I BABILONESI

I Babilonesi erano un popolo mesopotamico; al momento della massima espansione, sotto il dominio di Hammurabi (1792-1750 a.C.), occupavano l'intera Mesopotamia, la pianura nella quale scorrono i fiumi Tigri ed Eufrate, nell'attuale Iraq. La civiltà babilonese iniziò nel XIX sec. a.C. e finì nel VI sec. a.C., quando Babilonia diventò provincia dell'Impero persiano per mano di Ciro.

Presso i Babilonesi la pena di morte era ancora largamente utilizzata, ma ci fu una novità molto importante: la comparsa del primo codice scritto, il Codice di Hammurabi. In questo codice la pena capitale è largamente prevista, per crimini come furto, omicidio e mancanze commesse nell'esecuzione del proprio lavoro (es.: Posto che un costruttore a un uomo abbia edificato una casa, ma la sua opera non abbia fatto salda e la casa che edificò sia crollata ed abbia ucciso il padrone della casa, questo costruttore sarà ucciso). Non è un codice equo, in quanto la gravità della colpa e della pena comminata dipende dalla classe sociale a cui appartengono il colpevole e la vittima: lo schiavo ha minor valore del nobile ed è soggetto a pene più dure per i medesimi reati.
Esso è pur sempre però una grande conquista, perchè elimina arbitrarietà e soggettività dai giudizi, essendoci leggi scritte. Il suo limite è quello di essere troppo particolareggiato: infatti non prende in considerazione un campo di delitti simili, ma li elenca in modo molto preciso.

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