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Negli anni 60, i due
filoni, il primo della haute couture, il secondo delle moda
giovanili, che non riuscirono a collegarsi negli anni 50, si
allontanarono ancora di più. La cultura e le mode giovanili
fiorirono come non mai prima di allora. Infatti, alcuni descrissero
questo periodo come una "scossa giovanile". Molti movimenti
giovanili si formarono in tutto il mondo. Uno dei più
importanti di questi movimenti era quello dei mods (forma
abbreviata per "moderns"). Essi si formarono in Inghilterra e
personificarono tutto ciò che era più sentito nei
primi anni 60: la giovinezza, la mobilità, la moda, e la
musica. Guidavano le moto e spendevano molti soldi per il
vestiario. Però entro il 1964, il gruppo si procurò
una cattiva fama a causa di alcune rivalità con altri gruppi
di rockers. Un altro gruppo importante erano gli hippies. Questo
movimento crebbe a causa del dissenso contro il servizio militare
obbligatorio negli Stati Uniti. Essi rifiutavano il materialismo
occidentale e l'ossessione per il denaro che esso comporta. Gli
hippies si lasciavano i capelli lunghi e indossavano del vestiario
etnico. Le novità della moda degli anni 60 erano la mini
gonna, inventata dalla stilista inglese Mary Quant, e la riscoperta
del vestiario etnico, poichè si cominciava a sentire che il
mondo era improvvisamente più piccolo. La diminuzione del
tasso di mortalità infantili causò una percentuale
più alta di maschi e perciò i tanti uomini sentirono
il bisogno di competere per le poche donne. D'altra parte, le donne
sentirono di poter vestirsi più "casual" in tailleur
pantalone e sopratutto in jeans. A causa degli hippies dai capelli
lunghi e delle donne che invece portavano spesso i pantaloni, si
sentiva spesso la lamentela: "Ormai non si riesce più a
distinguere i maschi dalle femmine". E infatti, la società
stava iniziando il movimento verso l'ugualianza dei sessi. |
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