Ludovico Carracci (Bologna 1555-1619)

lcarracciLa sua famiglia era originaria di Cremona. Figlio di un macellaio di nome Vincenzo, nacque il 21 aprile del 1555. Studiò pittura presso Prospero Fontana, ma ben presto, per allargare il suo orizzonte culturale, iniziò a viaggiare: fu a Firenze, Parma, Mantova e Venezia. Poi non si spostò mai più molto da Bologna, se non per commissioni: ricordiamo ad esempio gli affreschi del coro del Duomo di Piacenza eseguiti tra il 1607 e il 1608. Durante la giovinezza le sue opere più significative furono lo Sposalizio Mistico di Santa Caterina (collezione privata), San Vincenzo in adorazione della Vergine e del Bambino (Bologna, Credito Romagnolo) e San Francesco in adorazione del Crocefisso (Roma, Pinacoteca Capitolina), opere dipinte probabilmente prime del 1584; l'Annunciazione (1585 circa, Bologna, Pinacoteca Nazionale) e la Visione di San Francesco (Amsterdam, Rijksmuseum).

Fondò con i cugini Annibale e Agostino a Bologna nel 1589 una Accademia pittorica, detta degli Incamminati. Ludovico risentì del risveglio di interessi naturalistici che caratterizzavano quel periodo e scelse una pittura di forti contrasti di luci ed ombre , come si può notare nella Caduta di San Paolo, nella Madonna dei Bargellini, nella Madonna degli Scalzi (tutte nella Pinacoteca di Bologna). Un'altra opera significativa fu anche la Madonna con i S.S. Francesco e Giuseppe (Cento).

Descritto come uomo appassionato e cordiale, dall'immaginazione ardente, dipingeva soprattutto opere di ispirazione religiosa, tuttavia si rivelò artista completo e"sperimentale", lontano però da atteggiamenti intellettualistici. Non si preoccupò di aggiornare la propria cultura, e pertanto apparve presto invecchiato rispetto alle nuove tendenze dell'arte contemporanea rappresentate a Bologna da Guido Reni e da Albani e a Roma da Domenichini e da Lanfranco.

La sua ultima opera di rilievo monumentale fu la serie di pitture realizzate nel chiostro ottagonale di San Michele in Bosco. Tra la fine degli anni '80 e i primi quindici anni del seicento compose altre opere, significative per l'impegno espressivo e l'intensa originalità, come l'Assunzione (1588, Raleigh N.C.) , la Trasfigurazione (coll.priv.), la Flagellazione di Cristo (Douai, Museo della Certosa), il Cristo servito dagli angeli (Berlino GG), e San Sebastiano gettato dalla cloaca massima (Malibu, J.P.Getty Museum), infine la Crocifissione in Santa Francesca Romana a Ferrara. La sua fortuna, però, paragonata a quella del cugino Annibale, fu limitata e la sua influenza, benché molto importante per artisti come il Guercino e Giuseppe Maria Crespi, si mantenne nell'ambito locale. In anni recenti, 1956 e 1970, un grande critico come Francesco Arcangeli ha gettato una luce nuova su Ludovico Carracci.

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Madonna di Ludovico Carracci

Pinacoteca Bargellini - Bologna